Casa Balla, la camera di Luce Balla

Casa Balla a Roma, dove l’Arte ha incontrato la vita

Casa Balla, il soggiorno
Il soggiorno

Casa Balla è l’appartamento di via Oslavia 39B a Roma dove Giacomo Balla visse insieme alla moglie Elisa Marcucci e alle figlie Elica e Luce dal 1929 fino alla morte.

La famiglia Balla si trasferì a malincuore in questo appartamento “impiegatizio” nel quartiere romano Della Vittoria, come scrisse Elica nelle sue memorie, ma lo trasformò nella casa eletta, nell’opera d’arte totale che esprime appieno la riflessione teorica e l’estro creativo di Balla e delle figlie, entrambe pittrici.

Secondo i principi espressi dal Manifesto sulla “Ricostruzione futurista dell’universo“, firmato da Balla e Depero nel 1915, l’Arte deve esprimersi in ogni aspetto, trasformando materiali anche poveri in opere futuriste: i principi del movimento – annunciano i due “astrattisti futuristi” – devono modellare tutti gli ambiti del vivere, valicando i confini delle arti “maggiori” fino ad allora praticate (la pittura, la scultura e l’architettura) per manifestarsi in contesti fino ad allora impensati: dagli arredi alla grafica, dalla nascente pubblicità al teatro. Balla propugna inoltre nel Manifesto l’astrazione geometrica quale trasfigurazione dell’idea di movimento, svincolata da qualunque riferimento oggettivo.

Camera di Elica Balla
Camera di Elica Balla

Visitando la casa di via Oslavia si ammirano dunque i cavalletti che Balla ideava e costruiva per assecondare le proprie esigenze artistiche, disposti in una significativa rassegna nel salotto dell’abitazione; le tappezzerie, i copridivani e i copriletti cuciti personalmente dalla famiglia nelle stanze da letto; le porte, le pareti, i soffitti decorati con volumi geometrici astratti o forme flessuose, secondo le ricerche condotte nei dipinti futuristi. Negli oggetti di uso quotidiano come le stoviglie della cucina, i lampadari, i ganci degli attaccapanni, riecheggiano i “complessi plastici”, gli oggetti scultura polimaterici teorizzati dal manifesto del 1915, e si anticipano soluzioni di arredamento domestico che nei decenni successivi divennero di dominio comune.

Ogni dettaglio e ogni angolo di Casa Balla rappresenta la sintesi fra estetica e funzionalità, con i quadri disposti in alto lungo il corridoio, gli armadi a muro, il bagno dalle piastrelle dipinte. Gli stessi abiti, le scarpe, le borse, che si scorgono appesi nel corridoio e negli armadi delle camere da letto, fanno parte di quest’opera d’arte totale, espressione di una sperimentazione continua e al tempo stesso testimoni di vita vissuta.

Casa Balla, la camera di Luce Balla
La camera di Luce Balla

La visita a Casa Balla – di FuturBalla, come si legge sulla porta d’ingresso – costituisce dunque un’immersione in un universo caleidoscopico di forme e colori, un luogo unico nel quale l’Arte è uscita dai quadri per investire tutta la realtà.

La casa fu luogo di frequentazione e incontro per molte personalità della cultura e dell’arte, custodita dalle signorine Balla fino agli anni Novanta. Appartenente agli eredi della famiglia, è stata dichiarata d’interesse culturale nel 2004 dal Ministero della Cultura e restaurata in un primo momento dall’Istituto Centrale per il Restauro. In seguito, grazie al finanziamento di Banca d’Italia, Casa Balla ha beneficiato di ulteriori restauri promossi dagli eredi e dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Visitabile per qualche mese grazie a un’apertura straordinaria curata dal Maxxi e dalla Soprintendenza romana, si auspica possa essere resa permanentemente fruibile al pubblico.

Suggerimenti: a Roma si trovano alcune case-museo di grande interesse. Fra quelle che ho potuto visitare segnalo la casa di Giorgio De Chirico in piazza di Spagna e quella dello scultore norvegese Hendrik Christian Andersen nel pressi del Lungotevere delle Navi.

Altre immagini di Casa Balla:

Mappa di Casa Balla:

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