Castello di Brolio. Castelli e borghi del Chianti

Castelli e borghi del Chianti fra Gaiole e Castelnuovo Berardenga

Campagna di Villa a Sesta
Campagna di Villa a Sesta

Nel Chianti senese, fra il comune di Gaiole e Castelnuovo Berardenga, si trovano magnifici castelli e borghi circondati da vigne e ulivi: il Castello di Brolio, Villa a Sesta, San Gusmè e Castell’in Villa. Un itinerario alla loro scoperta regala magnifici scorci sul paesaggio, felice connubio di una natura generosa e del disegno dell’uomo, talmente bello da ispirare pittori e artisti; racconta la tumultuosa storia di questo angolo di Toscana (fra gli episodi più celebri basti ricordare la battaglia di Montaperti, che nel 1260 vide scontrarsi – a poca distanza da qui – Guelfi e Ghibellini); permette infine di apprezzare l’enogastronomia di un territorio famoso in tutto il mondo per il suo vino, il Chianti Classico Gallo Nero.

Castello di Brolio. Castelli e borghi del Chianti
Castello di Brolio

L’itinerario parte dal territorio di Gaiole in Chianti dove si trova il Castello di Brolio, dal 1141 appartenente alla famiglia Ricasoli. La vista che si offre dagli spalti del Castello è indimenticabile: spazia dal monte Amiata al Cetona al cono vulcanico di Radicofani, lascia intravedere i campanili e le torri di Siena, giunge fino ai monti di Volterra e alla valle dell’Arbia.

Le prime notizie di Brolio risalgono al 1009, quando il padre di Matilde di Canossa, Bonifazio marchese di Toscana, lo cedette ai monaci della Badia Fiorentina. Nel 1141 i Ricasoli – attuali proprietari – ne entrarono in possesso in cambio di alcuni terreni concessi alla vicina Badia a Coltibuono. Dal 1176 i fiorentini lo strapparono – insieme ad alcuni territori del Chianti – alla nemica Siena, facendone il proprio avamposto strategico.

Castello di Brolio, il giardino all'italiana sotto i bastioni, e la campagna circostante
Castello di Brolio, il giardino all’italiana sotto i bastioni, e la campagna circostante

Assediato e quasi completamente distrutto nel 1478 dagli eserciti aragonesi, alleati di papa Sisto IV e di Siena – fu ricostruito dai fiorentini nel 1484: le poderose mura che oggi si ammirano sono proprio quelle edificate nel XV secolo. Nel 1529 Brolio fu nuovamente assalito dai senesi, in occasione del celebre assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali di Carlo V: i Ricasoli fuggirono e il castello venne dato alle fiamme, si salvarono solo le mura di cinta.

Dopo la definitiva conquista di Siena da parte di Firenze, nel 1555, Brolio perse il suo ruolo difensivo: l’ultimo attacco avvenne nel 1944, quando durante la ritirata delle truppe tedesche venne investito dai bombardamenti e dai colpi dell’artiglieria degli alleati inglesi e sud-africani, colpi di cui sono ancora visibili alcuni segni.

Castello di Brolio, la cappella di San Jacopo
Castello di Brolio, la cappella di San Jacopo

La visita del castello di Brolio comprende, oltre al cammino di ronda sugli spalti, la Cappella di san Jacopo eretta nel 1316 (rinnovata nel 1867-1869, nella cripta custodisce le tombe della famiglia Ricasoli) e la Collezione con l’armeria e gli oggetti appartenuti al barone Bettino. Dall’esterno si ammirano la residenza, in stile neogotico senese, restaurata e in parte ricostruita nel 1860, e l’antico cassero con le torri merlate.

Durante la visita del Museo è possibile approfondire la conoscenza della figura di Bettino Ricasoli (1809-1880), figura di spicco del processo che portò all’Unità d’Italia e Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1861 al 1867. Definito “Barone di ferro” per il suo temperamento rigoroso, a lui si devono le innovazioni introdotte nella viticoltura che portarono alla nascita del vino Chianti Classico.

Villa a Sesta, scorcio. Castelli e borghi del Chianti
Villa a Sesta, scorcio

A breve distanza da Brolio si trova Villa a Sesta, fra i borghi del Chianti senese che meritano una visita per le sue vie pittoresche e per l’edificio di maggiore interesse, la chiesa, ricordata sin dall’VIII secolo, al cui interno è custodita una preziosa Madonna con Bambino di Jacopo della Quercia. Passeggiando s’incontrano ben due ristoranti stellati Michelin a 20 metri di distanza l’uno dall’altro, riconoscimento alla qualità dell’enogastronomia e alla qualità del vivere di cui questo territorio fa giustamente vanto.

Fra i borghi del Chianti senese da non perdere vi è senz’altro San Gusmè, villaggio fortificato ancor oggi circondato dalle mura in gran parte originarie. Il suo nome deriva da San Cosma, santo cui è dedicata la chiesa – insieme a San Damiano – ricordata sin dall’867. La prima fortificazione fu eretta nel 1370 per proteggere l’abitato, e ulteriormente rafforzata nella seconda metà del Quattrocento. Percorrendo la strada che circonda le mura, si osserva come la cinta sia stata progressivamente inglobata nelle abitazioni che ad essa sono state addossate, tra cui la chiesetta della Santissima Annunziata. Si accede al borgo superando una delle tre porte, tra cui la Porta Senese sormontata dallo stemma di Siena. All’esterno delle mura si trova la statuetta di Luca Cava, che indicava il luogo di raccolta dei fertilizzanti.

San Gusmè, la piazza del borgo con il campanile della chiesa dei santi Cosma e Damiano
San Gusmè, la piazza del borgo con il campanile della chiesa dei santi Cosma e Damiano

L’ultima tappa di questo itinerario dedicati ai borghi e ai castelli del Chianti senese è Castell’in Villa, complesso di case coloniche disposte sotto un’antica torre medievale, rinomato per l’eccellente produzione vinicola.

Nella zona del Chianti senese compresa fra Gaiole e Radda vi sono altri luoghi da non perdere, come il castello di Vertine, la Badia a Coltibuono, i borghi di Ama e Volpaia, cui può essere dedicata una splendida gita.

Informazioni utili: per visitare il Castello di Brolio suggerisco di consultare il sito internet www.ricasoli.com, contenente tutte le indicazioni. Il borgo di San Gusmè è animato dalle iniziative della locale Pro Loco, indicate sulla pagina Facebook www.facebook.com/sangusme.

Altre immagini:

La mappa dei castelli e borghi del Chianti senese descritti in questo itinerario:

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