Provenza e Camargue da vedere

Dopo il mio viaggio in Provenza e Camargue, sono tornata a casa con il desiderio di tornare appena possibile in questa regione, per visitare ciò che non sono riuscita a raggiungere nel corso del mio primo tour.

Château d’If @ www.chateau-if.fr/

In particolare, memore delle mie suggestioni letterarie e cinematografiche, a Marsiglia vorrei fare una crociera all’isolotto di If: questo luogo è interamente occupato dallo Château che fra il 1634 e il 1872 fu utilizzato come prigione e accolse, nella finzione letteraria del romanzo di Dumas, il Conte di Monte Cristo.

Il Mucem e la Ville Mediterranée

Vorrei inoltre compiere un giro per le architetture moderne e contemporanee della città: oltre al Mucem e alla Ville Mediterranée, vorrei vedere il Frac-Paca, centro di arte contemporanea realizzato su progetto dell’architetto Kengo Kuma e l’edificio della Cma (la maggiore società francese di armatori) progettato da Zaha Hadid. Ma soprattutto vorrei raggiungere la Cité Radieuse, edificio che fu progettato da Le Courbusier per ospitare, su diciassette piani, trecentotrentasette appartamenti in ventitré tagli diversi (in base alle differenti esigenze di differenti famiglie): si tratta di una vera e propria città autonoma verticale, che sul tetto ospita sculture e attrezzature ricreative.

Palais Longchamp @ www.marseilletourisme.fr

Fra i musei cittadini, non ho potuto visitare né il Musée d’Histoire de Marseille, che all’esterno mostra le antiche vestigia della città di Massalia ed è ospitato nel neorinascimentale e scenografico Palais Longchamp, né il Musée des Beaux Arts (situato nel medesimo Palais), che vanta opere di Corot, Daumier, Courbet, Millet, né il Musée Cantini (ora chiuso, riaprirà il 18 maggio), dedicato alla pittura del Novecento e in particolare al movimento surrealista che a Marsiglia, durante l’occupazione nazista di Parigi, concentrò la propria attività.

La vista del Vieux Port dalla camera dell’Hotel Belle Vue. Di fronte, Notre-Dame-de-la-Garde

Vorrei inoltre arrivare fino a Notre-Dame-de-la-Garde, che veglia la città dall’alto, e da dove il panorama dev’essere splendido e  percorrere la Corniche John-Fitzgerald Kennedy, che offre una bella vista sull’arcipelago di Frioul. Anche la stazione ferroviaria merita una visita, per lo scalone monumentale che la collega al boulevard d’Athènes e che ne ricorda la storia: inaugurato nel 1927, a suoi piedi si trovano due gruppi scultorei rappresentanti Le Colonie d’Asia e Le Colonie d’Africa, a testimonianza di un illustre e importante passato.

Fondation Vasarely @ www.fondationvasarely.org

Ad Aix en Provence, oltre ad esplorare con calma le vie del centro storico e scoprire i palazzi sei-settecenteschi che costeggiano il bel Cour de Mirabeau, vorrei tornare per ammirare i diciannove arazzi che sono ospitati nel Musée du palais de l’Archevêque e recarmi alla Fondazione Vaserely, che si trova subito fuori il centro, con numerose opere di questo artista che poco conosco.

Paul Cézanne. Toward Mont Sainte-Victoire (Vers la Montagne Sainte-Victoire), 1878–1879 @ www.barnesfoundation.org

Inoltre troverei suggestivo seguire il percorso contrassegnato dai chiodi dorati, con il nome di Cézanne, che sono disseminati nelle vie di Aix e che conducono ai luoghi legati alla vita di questo Maestro: Cézanne infatti nacque e trascorse gran parte della sua vita in questa cittadina, dove però le sue opere non sono rimaste. Si possono piuttosto visitare il suo Atelier, dove lavorò gli ultimi anni di vita, e il Terrain des Lauves, spianata sulla quale poggiava il suo cavalletto per ritrarre l’amata montagna Sainte-Victoire, oggetto di oltre settanta dipinti. Si può inoltre percorrere la Route Cézanne, itinerario automobilistico che conduce fino ai piedi della montagna, soffermandosi presso gli innumerevoli punti panoramici. L’ufficio turistico di Aix en Provence ha realizzato un depliant dedicato.

Châteauneuf-du-Pape @ www.chateauneuf-du-pape-tourisme.fr/

Ad Avignone tornerei in occasione del Festival di teatro, danza e musica che da alcuni decenni anima le vie cittadine e rappresenta una kermesse d’indiscutibile importanza in Europa: la 71° edizione si svolgerà quest’anno dal 6 al 26 luglio. Non sono inoltre riuscita a vedere né Musée Angladon, allestito in un hôtel particulier del XVIII secolo con opere di Van Gogh, Cézanne, Manet, Sisley, Degas, Modigliani, Derain, Picasso, né la Collection Lambert, ospitata nel settecentesco hôtel de Caumont, con pezzi e installazioni di Cy Twombly, Jean Michel Basquiat, Miroslaw Balka. Sarebbe inoltre interessante arrivare fino a Châteauneuf-du-Pape, dove si trova il castello – ormai in rovina – eretto dai papi avignonesi come dimora estiva. Ai piedi della loro magione i papi fecero piantare viti, tra cui si snoda un delizioso sentiero (Escapade au coer du vignoble de Châteauneuf du Pape), introducendo la viticoltura: tutt’oggi qui si produce uno dei più rinomati vini rossi di Francia.

Isle sur la Sorgue @ www.provenzafrancia.it

In aggiunta a ciò che ho già visto, vorrei fermarmi nel paesino di Isle sur la Sorgue, che sorge sugli isolotti formatisi attorno ai rami della Sorgue e che è caratterizzato dalle ruote idrauliche installate per far funzionare i laboratori tessili e cartari. Oggi ne sono rimaste sette, e rappresentano un elemento di attrattiva per questa cittadina che ha conservato intatta la sua atmosfera provenzale. Inoltre, questa città che già ospita numerose botteghe di antiquariato e modernariato, a Pasqua e a ferragosto diviene la capitale del settore grazie alla famosa Foire International Antiquités & Brocante, che richiama oltre un migliaio di venditori, appassionati d’antiquariato e semplici curiosi.

Pont du Gard @ www.pontdugard.fr

Lungo il tragitto da Avignone ad Arles vorrei tornare ad ammirare il Pont du Gard, testimonianza del maestroso acquedotto che fu costruito dai romani nel 19 a.C. per condurre l’acqua dalla val d’Eure fino a Nîmes. La struttura cadde in disuso già nel VI secolo, ma ne resta questo magnifico ponte sviluppato su tre ordini di arcate per un’altezza di 49 metri e una lunghezza di 275. Una struttura imponente che è giustamente riconosciuta dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità.

Fondation Van Gogh @ www.artribune.com

Ad Arles vorrei tornare in occasione del Festival della fotografia, chiamato Les Rencontres de la photographie, che offre mostre organizzate in ogni luogo della città: quest’anno si terrà dal 2 luglio al 23 settembre. Vorrei inoltre visitare la Fondation Van Gogh, inaugurata nel 2014 e sede di mostre temporanee, e la nuova torre realizzata da Frank O. Gehry – parte di un complesso più ampio, in un’area industriale dismessa destinata a diventare un “campus del design” – la cui inaugurazione è prevista per quest’anno.

Oltre ai ristoranti in cui sono già stata, quelli consigliatimi dalla padrona di Villa M e che segnalo sono:

L’affenage, 4 rue Molière
La mule blanche, 9 rue du Président Wilson
Le galoubet, 18 rue du Dr. Fanton
Au brin de Thym, 22 rue du Dr. Fanton
Le jardin de Manon, 14 Av. Des Alyscamps
Le refectoire, Parc des Ateliers SNCF

Parco della Camargue, Étang de Vaccarès

In Camargue, come già accennato, vorrei compiere un’escursione in bicicletta lungo i sentieri bianchi di questo splendido parco, arrivando dove l’auto è bandita. Dal sito internet dell’Ufficio del Turismo di Arles, davvero ben fatto e ricco di contenuti, è possibile scaricare le mappe di alcuni itinerari proposti, tra cui quello dei fenicotteri rosa e del sale, quello della Digue à la mer, quello da Salin-de-Giraud fino a Port-Saint-Louis-du-Rhône: uno più bello dell’altro!

 

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