Cappella Sassetti del Ghirlandaio

La Cappella Sassetti del Ghirlandaio in Santa Trinita a Firenze

Domenico Ghirlandaio, cappella Sassetti
Domenico Ghirlandaio, cappella Sassetti

La cappella Sassetti del Ghirlandaio è custodita nella basilica fiorentina di Santa Trinita, amministrata dall’ordine vallombrosano di San Giovanni Gualberto. Capolavoro del pittore portato a compimento entro il 1485 (tale termine è indicato dall’iscrizione posta sotto i ritratti dei committenti, “MCCCCLXXX(V), XXV DECEMBRIS”) la sua decorazione fu commissionata da Francesco Sassetti, banchiere di fiducia della famiglia Medici.

La cappella fu dedicata e decorata in adempimento di un voto forse relativo alla morte di Teodoro, uno dei figli del Sassetti, avvenuta nel 1479, e alla nascita nello stesso anno di un altro figlio, al quale fu dato lo stesso nome: a questi avvenimenti e ai temi della morte e della nascita allude l’affresco con il Miracolo del fanciullo posto sulla parete frontale, in evidente relazione con la pala d’altare sottostante, dedicata alla nascita di Gesù e all’Adorazione dei pastori.

Domenico Ghirlandaio, cappella Sassetti, Scena del Miracolo del fanciullo. Sullo sfondo piazza Santa Trinita
Domenico Ghirlandaio, Scena del Miracolo del fanciullo. Sullo sfondo piazza Santa Trinita

Gli episodi affrescati lungo le pareti rappresentano episodi della vita di San Francesco: sono La rinuncia ai beni terreni, san Francesco che riceve le stimmate (avvenuta sul monte della Verna, rocca che è fedelmente riprodotta sullo sfondo), la Conferma della Regola, il Miracolo del fanciullo, la Prova del fuoco davanti al sultano, le Esequie del santo. Sulla parete frontale, inginocchiati ai lati della pala d’altare, si trovano i ritratti dei committenti Francesco Sassetti e la moglie Nera Corsi Sassetti, mentre sulla volta si osservano le quattro Sibille.

Oltre che nell’intrecciare sapientemente i temi della nascita, della vita e della morte – con un richiamo evidente alle speculazioni filosofiche dell’Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino – l’interesse dell’opera risiede nel suo omaggiare la Firenze dei tempi di Lorenzo il Magnifico: sulle pareti sono infatti raffigurati tutti i cittadini più influenti negli ambiti della cultura, della politica, dell’economia, in una sorta di celebrazione della città rinascimentale e umanistica. Nella scena della Conferma della Regola si osservano i ritratti, tra gli altri, di Lorenzo il Magnifico, Francesco Sassetti con il figlio, Angelo Poliziano, Giuliano di Lorenzo de’ Medici, Giovanni de’ Medici (futuro papa Leone X), Luigi Pulci. Nel Miracolo del fanciullo sono rappresentati tutti i componenti della famiglia Sassetti: a sinistra le cinque figlie elegantemente abbigliate secondo la moda dell’epoca e a destra i rispettivi mariti e promessi sposi. L’ultimo, con le mani sui fianchi, è il pittore, accompagnato dal cognato Sebastiano Mainardi.

Domenico Ghirlandaio, cappella Sassetti, Scena della Conferma della Regola
Domenico Ghirlandaio, Scena della Conferma della Regola. Sullo sfondo piazza Signoria, con Palazzo Vecchio a sinistra, la Loggia e la chiesa di San Pier Scheraggio

Un altro elemento di grande interesse è la rappresentazione delle piazze e degli spazi urbani fiorentini, come la veduta di piazza della Signoria nella scena della Conferma della Regola: si osservano Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi senza statue, la chiesa di San Piero Scheraggio (prima di essere distrutta per consentire la costruzione degli Uffizi). Sull’arengario di Palazzo Vecchio si erge il Marzocco di Donatello, simbolo della Repubblica fiorentina, tutto dorato. Nel Miracolo del fanciullo la scena è ambientata nella stessa piazza Santa Trinita, con il palazzo Spini da cui precipita il fanciullo (a sinistra), la facciata della chiesa trecentesca (a destra), il ponte che attraversa l’Arno.

 

Piazza Santa Trinita nell’affresco del Ghirlandaio e oggi:

Altre interessanti vedute dell’epoca, oltre alla rocca della Verna nell’episodio delle stimmate, sono la raffigurazione di Pisa sulla destra nello stesso episodio, in cui sono chiaramente distinguibili la torre pendente e il Duomo, e una città nordica identificata in Ginevra o Lione nella scena della Rinuncia ai beni terreni (nelle due città Sassetti aveva svolto la sua attività di banchiere per conto dei Medici).

Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei pastori
Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei pastori

Va sottolineato infine come la cappella si presenti come una sintesi delle esperienze storico-artistiche precedenti che, accreditate, assumono lo status di “tradizione“: una scelta che permette a Domenico Ghirlandaio di collocarsi innanzitutto nel filone della tradizione fiorentina fondata da Masaccio, con l’inserimento delle scene religiose nel paesaggio urbano cittadino, la scelta di raffigurare i personaggi della sua attualità, la ripresa dell’impianto compositivo della cappella Brancacci – con le grandi scene unitarie disposte su due livelli, divise da pilastri scanalati – con la disposizione infine dei due committenti inginocchiati entro nicchie ai lati dell’altare, in analogia con la Trinità masaccesca di Santa Maria Novella. Un altro riferimento è individuabile nelle figure dei pastori rappresentati nella pala d’altare, ispirati a quelli del Trittico Portinari di Hugo van der Goes (l’opera, oggi esposta agli Uffizi, giunse a Firenze nel 1483 suscitando una fortissima impressione negli artisti dell’epoca): fra di essi, quello che indica il bambino è Ghirlandaio stesso, che qui si è autoritratto. Da ultimo una sorta di autocitazione del Ghirlandaio: la scena delle Esequie di san Francesco rammenta infatti quella dipinta dal  pittore dieci anni prima, nella cappella dedicata a Santa Fina nel Duomo di San Gimignano.

Per scrivere questo articolo mi sono avvalsa anche del volume “La Chiesa di Santa Trinita a Firenze” a cura di G. Marchini ed E. Micheletti, Firenze, Cassa di Risparmio, 1984.

Video della cappella Sassetti:

Altre immagini della cappella Sassetti:

Mappa:

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