Corteo funebre di re Edoardo

L’arazzo di Bayeux, quando i normanni conquistarono l’Inghilterra

Lo sbarco dei cavalli delle truppe normanne in Inghilterra
Lo sbarco dei cavalli delle truppe normanne in Inghilterra

L’arazzo di Bayeux è un preziosissimo ricamo in filo di lana su tela di lino, realizzato in Inghilterra – verosimilmente a Canterbury – nel 1077. Attribuito alla regina Matilde, moglie di Guglielmo il Conquistatore, fu invece l’opera di una équipe composta da maestranze inglesi e normanne su commissione di Odone di Conteville, vescovo della cittadina normanna di Bayeux e fratellastro di Guglielmo.

All’indomani della vittoria di Hastings – che portò i normanni guidati da Guglielmo alla conquista dell’Inghilterra – Odone divenne il secondo personaggio più importante nel regno,  ricevendo numerosi possedimenti inglesi fra cui la contea di Kent, patria di diversi ateliers di ricamo. Inoltre i monaci della cattedrale di Bayeux e di quella di Sant’Agostino a Canterbury realizzavano nei propri scriptoria codici miniati, le cui illustrazioni servirono da modello ai disegnatori e ai ricamatori dell’arazzo. Le stesse iscrizioni in latino, con forme ispirate sia all’anglosassone sia all’antico francese, conferma l’origine di questo straordinario ricamo, che si estende per una lunghezza di 68,38 metri e una larghezza da 48 a 51 centimetri.

Il pasto dei dignitari normanni
Il pasto dei dignitari normanni

Costituito da nove strisce cucite insieme, al centro presenta i riquadri dedicati al racconto storico, mentre in alto e in basso si trovano due bordure decorative alte ciascuna 7-8 centimetri. Le lane utilizzate per il ricamo furono tinte utilizzando tre coloranti vegetali – la garanza (rubia tinctorum) per il rosso, la guaderella (reseda luteola) per il giallo, il guado (isatis tinctoria) per il blu – che utilizzati puri e mescolati insieme permisero la creazione di una decina di sfumature. L’arazzo fu eseguito utilizzando quattro differenti punti, per dare più o meno rilievo al ricamo a seconda dei dettagli e della loro importanza.

Gli episodi raffigurati si svolgono in una successione di 58 quadri e narrano gli avvenimenti che portarono Guglielmo il Bastardo, duca di Normandia, alla conquista dell’Inghilterra: sul trono inglese sedeva Edoardo il Confessore, nipote da parte di madre del terzo duca di Normandia Riccardo I, e figlio del re danese Ethelred II. Edoardo aveva trascorso trent’anni in Normandia e quando salì al trono portò con sé molti normanni, conferendo loro posti di potere e prestigio presso la corte. Sposò inoltre la figlia di Godwin, il personaggio più potente del regno, pur avendo scelto – prima del matrimonio – come proprio successore il giovane Guglielmo di Normandia, bisnipote dell’avo Riccardo I: la designazione era stata anche ratificata dall’Assemblea degli aristocratici inglesi, e confermava i legami economi economici, politici e religiosi che da secoli legavano Inghilterra e Normandia.

La spedizione militare di Guglielmo in Bretagna e l'assedio della città di Dol
La spedizione militare di Guglielmo in Bretagna e l’assedio della città di Dol

Guglielmo però non era il solo pretendente alla corona inglese, sebbene fosse l’unico che poteva vantare le tre condizioni essenziali per la sua legittimità al trono: la designazione da parte del sovrano regnante, il suo stesso lignaggio (in quanto entrambi appartenenti alla stessa discendenza), l’approvazione degli aristocratici. Altri quattro candidati erano il lizza per la stessa corona, tra cui il re di Danimarca, il re di Norvegia, e infine Harold, figlio di Godwin e cognato di Edoardo il Confessore: anche se Harold aveva prestato giuramento di fedeltà a Guglielmo in occasione del suo soggiorno in Normandia, egli sperava senza dubbio di diventare re d’Inghilterra, con o senza il consenso di Edoardo.

L’arazzo di Bayeux descrive gli avvenimenti storici partendo proprio dall’ambasciata di Harold in Normandia per confermare a Guglielmo – su mandato del re Edoardo – la sua designazione ad erede del trono inglese. Questi dunque i riquadri che si osservano scorrendo il prezioso ricamo. Ricevuto dal duca di Normandia, l’arazzo mostra Harold mentre accompagna Guglielmo in Bretagna in occasione di una spedizione militare avvenuta nel 1064: in questa scena si osserva l’abbazia di Mont Saint Michel in via di completamento. Al ritorno dalla spedizione, Guglielmo mostra la sua riconoscenza ad Harold, che a Bayeux gli presta giuramento di fedeltà “sulle reliquie della cattedrale”. Poco dopo il ritorno di Harold in Inghilterra, Edoardo si ammala e muore, il 5 gennaio 1066, venendo inumato nella cattedrale di Westminster: sul letto di morte, il re designa Harold quale suo successore, scelta – conforme al diritto romano applicato in Inghilterra – che viene ratificata dai grandi del regno. Il 6 gennaio Harold viene consacrato re dall’arcivescovo di Canterbury, ma poco prima dell’incoronazione sulla tela è ricamata una stella cometa (la cometa di Halley) che per i contemporanei annuncia disgrazie e rovina.

I normanni attraversano la baia di Mont Saint Michel diretti in Bretagna. Si osserva la rocca in costruzione
I normanni attraversano la baia di Mont Saint Michel diretti in Bretagna. Si osserva la rocca in costruzione

L’arazzo non descrive la decisione di Guglielmo di organizzare una spedizione militare contro Harold per far valere il suo diritto al trono d’Inghilterra, ma mostra la costruzione delle imbarcazioni che consentirono il trasporto dell’armata e il suo imbarco, avvenuto il 28 settembre. Né si fa cenno alla battaglia fra il re di Norvegia, altro pretendente al trono, ed Harold, conclusasi il 25 settembre con la vittoria di Harold e la morte del suo nemico. L’arazzo mostra invece lo sbarco delle truppe di Guglielmo, le scene di saccheggio e di incendio delle case dei civili, da cui fuggono donne e bambini, la cottura del pane e delle vivande con cui viene servito il pasto ai cavalieri e ai dignitari. E’ magnificamente rappresentato lo svolgimento della battaglia di Hastings, con Guglielmo che esorta le sue truppe a combattere “virilmente e saggiamente” – come indicato dalle iscrizioni ricamate – e l’azione della cavalleria normanna, armata di lancia di fronte alla fanteria inglese. Si mostra la morte dei due fratelli di Harold, la drammatica caduta di tre cavalli, Guglielmo che si toglie l’elmo per farsi riconoscere dai suoi e fugare la falsa notizia della sua morte – che aveva causato la fuga di molti combattenti.

Malattia e morte di re Edoardo
Malattia e morte di re Edoardo

L’ultima scena evoca l’episodio finale della battaglia, con Harold che viene trafitto all’occhio da una freccia e cade sotto i colpi di un cavaliere normanno, che lo colpisce alla coscia. Segue la fuga degli inglesi, episodio che interrompe bruscamente lo svolgimento dell’arazzo: manca visibilmente una sequenza, quella dell’incoronazione a re d’Inghilterra di Guglielmo, divenuto il Conquistatore, nell’abbazia di Westminster (25 dicembre 1066). Non sappiamo se la parte mancante non venne mai realizzata, oppure fu strappata nel corso dei secoli a causa dell’usura del tessuto.

Il racconto storico che si dispiega nella parte centrale dell’arazzo è inquadrato da una bordura inferiore e superiore che presenta un bestiario eccezionale di animali reali (orsi, leoni, leopardi, cani, cavalli, montoni…) e fantastici (centauri, grifoni, draghi…), di cui però non sappiamo con certezza il significato simbolico e l’eventuale collegamento con gli episodi storici. Si riconoscono invece alcuni richiami alle favole di Fedro, come il Lupo e l’agnello, il Corvo e la volpe, il Lupo e la gru.

Harold incoronato re d'Inghilterra dall'arcivescovo di Canterbury
Harold incoronato re d’Inghilterra dall’arcivescovo di Canterbury

L’arazzo di Bayeux costituisce inoltre una preziosissima testimonianza sulla civilizzazione dell’Europa dell’ovest nella seconda metà dell’XI secolo, raffigurando personaggi, costruzioni  e animali di quell’epoca. Ad esempio le imbarcazioni raffigurate – navi da guerra e navi per il trasporto di merci e animali – sono tutte di tipo scandinavo, adatte alla navigazione nella Manica; le armate inglesi e normanne sono descritte minuziosamente nei reciproci equipaggiamenti; i cavalli effigiati sono tutti di piccola taglia, forse di razza spagnola, anch’essi attentamente raffigurati; le architetture militari, civili e religiose sono rappresentate in modo talvolta stilizzato ma riconoscibile (la Torre di Rouen, la cittadina di Dinan), tal altra con grande realismo (l’abbazia di Westminster, sul modello di quella di Jumièges, all’epoca in costruzione).

Incontro tra Harold e Guy de Ponthieu
Incontro tra Harold e Guy de Ponthieu

La vita quotidiana è narrata nei suoi minimi dettagli: gli uomini inglesi e i normanni sono vestiti nello stesso modo, con una corta tunica dalle maniche lunghe, ma i normanni hanno i capelli corti mentre gli inglesi hanno capelli lunghi e baffi. Inoltre il mantello distingue gli aristocratici, portato corto durante i viaggi e indossato lungo in occasione delle cerimonie. Su 600 personaggi del racconto storico sono presenti solo tre donne, che portano una veste lunga e un velo in testa.

La storia dell’arazzo è tanto più miracolosa se si considera che esso è sopravvissuto a molteplici vicissitudini nel corso dei secoli. Le sue vicende sono sconosciute fino al XV secolo, quando viene nominato per la prima volta nell’inventario del Tesoro della cattedrale di Bayeux: qui si dice altresì che esso viene annualmente esposto nella cattedrale dal primo all’8 luglio in occasione della festa delle reliquie. Nel XVIII secolo l’arazzo venne “scoperto” dagli studiosi e divenne oggetto di alcune riproduzioni.

Corteo funebre di re Edoardo
Corteo funebre di re Edoardo

Minacciato dagli eventi della Rivoluzione francese, venne confiscato dallo Stato francese e portato a Parigi per volere di Napoleone, dove fu esposto nel Museo Napoleone (il futuro Louvre) dal novembre 1803 al febbraio 1804. Venne quindi riportato a Bayeux dove, durante la Seconda Guerra Mondiale, attirò l’attenzione di Hitler, che inviò una missione per studiarlo. Doveva essere spedito in Germania nel luglio 1944, ma fortunatamente si trovava ancora a Parigi quando scoppiò l’insurrezione di agosto che ne scongiurò la partenza. Fu quindi nuovamente esposto al Louvre nel novembre e dicembre 1944 e poi fece definitivamente ritorno a Bayeux.

Informazioni utili: l’arazzo si trova esposto presso il suo Museo, che oltre al prezioso ricamo – che consiglio di osservare con il noleggio dell’audioguida esplicativa – comprende un’esposizione permanente dedicata al primo piano e la proiezione di un documentario che arricchisce e completa la visita.

Cattedrale di Bayeux
Cattedrale di Bayeux

Sul sito internet – https://www.bayeuxmuseum.com/la-tapisserie-de-bayeux/ – sono reperibili tutte le informazioni utili. Il Museo appartiene inoltre a un circuito di tre musei cittadini che è possibile visitare con un unico biglietto di ingresso a prezzo scontato (Pass Bayeux Museum, valido un anno dal primo ingresso): gli altri due poli espositivi sono il Museo Memoriale della Battaglia di Normandia (Bayeux fu la prima cittadina della Normandia ad essere liberata dopo lo sbarco degli Alleati, la mattina del 7 giugno 1944) e il MAHAB, Museo d’arte e di storia Baron Gérard.

La visita dell’arazzo può essere inoltre l’occasione per passeggiare nelle vie della bella Bayeux, ammirando la magnifica cattedrale (del cui Tesoro faceva parte l’arazzo, fino alla confisca napoleonica), e le vie del minuto ed estremamente ben curato centro medievale, risparmiato da bombardamenti bellici.

Mi sono recata a Bayeux in occasione di un viaggio in Bretagna e Normandia che, fra le altre mete, ha toccato il recinto parrocchiale di Guimiliau, l’abbazia di Jumièges, il sito neolitico di Carnac.

Altre immagini dell’arazzo:

Altre immagini di Bayeux:

Mappa:

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