Il tracciato della via Flaminia ad Ocriculum

Ocriculum, un parco archeologico nella campagna umbra

L'ingresso al parco archeologico di Ocriculum
L’ingresso al parco archeologico

Al confine tra Umbria e Lazio si trovano le rovine dell’antica città romana di Ocriculum, sorta sulla sponda del Tevere lungo il tracciato della via Flaminia: la precedente cittadina fondata dagli umbri sorgeva sul versante montuoso dove tutt’oggi si trova Otricoli, ma venne distrutta dai Romani durante la guerra civile nel 91-90 a.C.. Venne quindi costruita la nuova Ocriculum, in questa valle dove oggi se ne ammirano i resti, fino a quando nel VI secolo gli abitanti si ritirarono nuovamente sulla montagna per motivi difensivi: la città venne infatti distrutta nel corso dell’invasione longobarda tra il 569 e il 605 a.C..

I resti dell'anfiteatro di Ocriculum
I resti dell’anfiteatro

Quel che oggi è sopravvissuto si trova immerso in un parco, fra alberi e prati, con il ruscello di San Vittore che lambisce le rovine, in una sintesi perfetta di natura e archeologia. La bellezza del paesaggio era tale anche all’epoca, sì che molti romani benestanti, come la suocera di Plinio il Giovane e il politico Tito Annio Milone – amico di Cicerone – avevano ville e possedimenti ad Ocriculum.

Le tombe di Ocriculum lungo la via Flaminia
Le tombe di Ocriculum lungo la via Flaminia

La città acquisì grande importanza tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. in virtù della sua posizione strategica, luogo di confine sia fluviale sia terrestre: nel 220 a.C. venne infatti costruita la via Flaminia, secondo la volontà del console Gaio Flaminio Nepote, per collegare Roma con l’Italia del Nord.

La Flaminia divenne uno degli strumenti della romanizzazione dell’Umbria, regione in cui entrava proprio passando da Ocriculum, distante 44 miglia da Roma: da qui raggiungeva la vicina Narnia e poi si ramificava in due direttrici, quella che attraversava Mevania (l’antica Bevagna) utilizzata per gli spostamenti militari, l’altra verso Spoleto per le comunicazioni ordinarie.

Tomba "a torre" a Ocriculum
Tomba “a torre”

Il tracciato stradale della Flaminia è riconoscibile perché fiancheggiato da monumenti funerari (sul modello dell’Appia antica), di cui alcuni sono qui visibili: seguendo infatti il sentiero attraverso il parco le prime rovine che s’incontrano sono quelle di tombe, presenti in due forme. Il primo modello è a nicchia, di foggia rotonda, risalente all’età imperiale e costruito in opera cementizia con rivestimento in laterizio. La seconda tomba ha una forma “a torre”, di grande dimensioni e a pianta quadrata, sormontata da un corpo circolare che è stato poi riutilizzato come colombaia: doveva essere rivestita in marmo, particolarità che ha fatto ritenere sia stata la sepoltura di un personaggio importante.

Tomba "a torre" nella valle di Palmira in Siria
Tomba “a torre” nella valle di Palmira

Il suo aspetto e la sua monumentalità, che la rendeva visibile da lontano, riconducono a modelli orientali e a prototipi ellenistici diffusi in Asia Minore, come le tombe che ho ammirato nella valle di Palmira, in Siria, del tutto simili a questa.

Di fronte ai resti delle tombe si apre un sentiero che porta all’anfiteatro, costruito a ridosso di un versante montuoso (come quello di Sutri), dalle dimensioni considerevoli: 120 x 98 metri. Non esiste più l’anello esterno, quel che oggi si ammira sono le rovine dell’entrata e gli ingressi, costruiti in opera reticolata (tecnica costruttiva che presenta un motivo a rete). Ritornando sul sentiero principale, accanto alle tombe si può ammirare un tratto basolato di via Flaminia, largo 6 metri e lungo 25, che mostra ancora il segno del passaggio dei carri nei solchi scavati dalle ruote.

Il tracciato della via Flaminia ad Ocriculum
Il tracciato della via Flaminia

Lungo la strada si trova una fonte pubblica, tutt’oggi alimentata dall’acqua, sulla cui balaustra si osservano i segni delle funi dei secchi usati per l’approvvigionamento idrico. La Flaminia proseguiva in questa direzione, conducendo all’area urbana e alla zona del foro: all’esterno di questo nucleo, si trovano appunto le tombe già viste. Proseguendo si giunge quindi alle strutture del centro cittadino, e in particolare ai resti delle terme: qui sono stati rinvenuti alcuni mosaici che furono utilizzati per ornare il pavimento della Sala Rotonda dei Musei Vaticani.

I resti delle terme di Ocriculum
I resti delle terme

La tecnica costruttiva di questi ambienti, di cui rimane un’aula ottagonale con soffitto a cupola, ne colloca l’edificazione nel II secolo d.C.. Vi è poi il teatro, addossato a un pendio del terreno: della struttura, che aveva un diametro di 79 metri, si distingue ancora la cavea (la gradinata per gli spettatori), mentre non è sopravvissuto nulla della scena, sotto la quale – tombato in un cunicolo sotterraneo – scorre ancora il rio San Vittore, che esce allo scoperto poco dopo per gettarsi nelle acque del Tevere.

Le grandi sostruzioni di Ocriculum
Le grandi sostruzioni

Accanto al teatro si trovano le “grandi sostruzioni“, una costruzione monumentale in opera reticolata della lunghezza di 80 metri:  serviva a contenere il terreno e costituire una grande terrazza capace di sostenere un edificio pubblico, forse un tempio, di cui oggi non rimane traccia. Nella zona fu trovata la testa marmorea di Giove, alta 58 cm, che si trova ai Musei Vaticani, rinvenuta nel corso degli scavi archeologici promossi da papa Pio VI tra il 1776 e il 1784.

L'ansa del Tevere ad Ocriculum
L’ansa del Tevere

Proseguendo si giunge infine al Tevere, su cui si trovava il porto cittadino, chiamato “Porto dell’Olio” da dove venivano spediti a Roma via nave pietre, legno, tegole e mattoni, oltre all’olio.

 

Ogni anno nel Parco Archeologico si svolge “Ocriculum AD 168”, una manifestazione in costume che rievoca la vita quotidiana della cittadina romana al tempo dell’imperatore Marco Aurelio. Quest’anno l’evento si terrà dal 26 al 28 maggio, come dettagliato nel sito dedicato, www.ocriculumad168.it.

Informazioni utili per la visita, affisse all’ingresso:
Orario di apertura: sabato, domenica e festivi: 10-12,30 / 17-19,30
Visite guidate all’area archeologica: sabato, domenica e festivi ore 10 e 17 con partenza dal bar “Il Casottino”. Per informazioni: 329/9482481 – 347/6954137

Altre fotografie di Ocriculum:

Mappa del parco archeologico di Ocriculum:

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