Foro boario di Roma

Il Foro boario di Roma: non solo Bocca della Verità, l’itinerario dei monumenti

Foro boario di Roma. Tempio di Ercole vincitore
Tempio di Ercole vincitore

Il Foro boario di Roma, dove si svolgeva il mercato di bestiame della città antica, si estendeva lungo la sponda sinistra del Tevere nell’area compresa tra il Palatino, il Velabro, il Circo Massimo, l’Aventino. La zona – principalmente nota per la presenza della Bocca della Verità – è ricchissima di monumenti e luoghi da visitare, risalenti all’età romana ma anche alle epoche successive, a testimonianza di una lunga storia che merita di essere scoperta e apprezzata.

Suggerisco quindi un itinerario di visita dedicato ai monumenti a mio avviso più significativi, situati nell’area dell’antico Foro boario ma anche nelle sue vicinanze, consapevole che i luoghi sono molti e che ciascuno di essi merita ben altro approfondimento storico-artistico: fra di essi considero imperdibili la chiesa di santa Maria in Cosmedin, il tempio di Ercole Vincitore, il tempio di Portuno, la casa dei Crescenzi. Altri luoghi che meritano una sosta sono l’arco quadrifronte di Giano, la chiesa di san Giorgio in Velabro con addossato l’arco degli Argentari – porta di ingresso al Foro boario di Roma – e la chiesa di san Giovanni Decollato.

Chiesa di santa Maria in Cosmedin, schola cantorum
Chiesa di santa Maria in Cosmedin, schola cantorum

La chiesa di santa Maria in Cosmedin fu edificata nell’VIII secolo da papa Adriano I sfruttando le strutture superstiti di due edifici esistenti nell’area del Foro boario di Roma: l’ara massima di Ercole e un’aula porticata della fine del I secolo d.C., da alcuni identificata con la “statio Annona”, la sede del prefetto, da altri ritenuta un sacello annesso all’ara di Ercole. A partire dal VI secolo d.C. qui era presente la diaconia di santa Maria in schola greca, così chiamata per la comunità greca che risiedeva nei pressi dell’edificio. La diaconia fu trasformata in chiesa nel 782 per volere di Adriano I, con la demolizione di parte dell’aula porticata e del podio dell’ara di Ercole, e la costruzione di un edificio nominato “Kosmidion” in virtù delle sue splendide decorazioni. Papa Niccolò I restaurò la chiesa facendo aggiungere la sagrestia, un oratorio e una residenza per i diaconi. Calisto II fece costruire il portico ad arcate su pilastri, preceduto da un protiro, dove nel 1632 fu collocata la celebre Bocca della Verità: il grande disco di marmo in realtà è il chiusino di un pozzetto d’età classica, scolpito a mascherone dalle sembianze di divinità fluviale.

Chiesa di santa Maria in Cosmedin, cripta
Chiesa di santa Maria in Cosmedin, cripta

L’interno della chiesa è a tre navate divise da pilastri e da diciotto colonne romane, con capitelli in parte antichi di reimpiego e in parte medievali. Sulle pareti della navata centrale si trovano affreschi di varia epoca (VIII, IX e XII secolo), mentre in fondo si ammira la splendida Schola cantorum con iconostasi e ambone, e al centro del presbiterio si eleva il baldacchino gotico opera di Deodato di Cosma il giovane. Al centro dell’abside si trovano la cattedra episcopale e sul muro resti di affreschi dell’XI secolo. Le antiche colonne scanalate appartenenti all’aula porticata di età flavia si ammirano nella navata centrale e nella sagrestia. La cripta è formata da una stanza a sei colonne con abside e venne realizzata da papa Adriano in occasione dell’edificazione della chiesa: fu interamente scavata all’interno di un grande nucleo in blocchi di tufo, identificato con il podio dell’ara massima di Ercole nel Foro boario di Roma. Alcuni blocchi sono ancor oggi visibili sul soffitto e all’ingresso dell’ambiente sotterraneo: si tratta di tufo dell’Aniene, utilizzato a partire dal II secolo a.C. e quindi probabilmente impiegato per ricostruire l’altare di Ercole, forse in seguito all’incendio del 213 a.C.. Secondo la tradizione, l’altare fu il primo luogo di culto del dio a Roma, esistente già prima della fondazione della città. A edificarlo fu lo stesso Ercole, che qui condusse i buoi di Gerione, oppure Evandro insieme agli Arcadi, per ringraziare il dio di averli liberati del gigante Caco. Nel corso dei secoli accanto all’ara fu costruito il tempio di Ercole, creando così un grande santuario dedicato al dio nell’area del Foro boario di Roma. Lungo le pareti della cripta si osservano sedici nicchie, destinate ad ospitare le reliquie di santi e martiri, tra i quali santa Cirilla. All’esterno della chiesa si eleva il campanile di epoca romanica, a sette piani di bifore e trifore.

Foro boario di Roma. Tempio di Portuno
Tempio di Portuno

Sulla piazza antistante la chiesa si trova la fontana dei Tritoni, opera di Francesco Carlo Bizzaccheri del 1715 che richiama la fontana di piazza Barberini del Bernini. L’area verso il Tevere è dominata da due templi, sopravvissuti alle demolizioni del 1924-1925. Il primo, di forma rettangolare, è il tempio di Portuno, il dio protettore del vicino porto fluviale, sebbene sia ampiamente conosciuto come tempio della Fortuna virile. Risalente nel suo aspetto attuale al II-I secolo a.C., presenta sul fronte quattro colonne, succedute da semicolonne addossate alla muratura lungo il restante perimetro. Nell’872 divenne chiesa, poi consacrata a santa Maria Egiziaca e concessa da papa Pio V alla comunità armena. All’interno custodisce affreschi della fine del IX secolo e una pala di Federico Zuccari.

Il secondo tempio, di forma circolare, è noto come tempio di Vesta per la sua somiglianza con quello del Foro, ed è dedicato ad Ercole vincitore, divinità già presente nel Foro boario in quanto protettore del commercianti: costruito in marmo pentelico alla fine del II secolo a.C., fu restaurato con il marmo lunense dall’imperatore Tiberio. La sua peculiarità consiste nell’essere il più antico tempio ancora esistente in città costruito in marmo: le sue venti colonne corinzie circondano la cella cilindrica, mentre la copertura (forse a cupola) e la trabeazione originali sono andate purtroppo perdute. Come il tempio vicino, anche questo venne trasformato in chiesa, nel XII secolo, dedicata a santo Stefano.

Foro boario di Roma. Casa dei Crescenzi
Casa dei Crescenzi

Accanto al tempio di Portuno si trova la casa dei Crescenzi, un raro edificio civico medievale sopravvissuto in città: la casa fu costruita tra il 1040 e il 1065 da Nicolò di Crescenzio per il controllo del guado del Tevere, reimpiegando materiali antichi. Fu danneggiata durante gli scontri seguiti alla discesa di Arrigo VII nel 1312 e fu poi utilizzata durante le Via Crucis del Velabro come casa di Ponzio Pilato. Sull’arco del portale corre una lunga iscrizione latina in ricordo di Nicolò, che costruì l’edificio per “rinnovare l’antico decoro di Roma“: una testimonianza dell’ambizioso progetto architettonico di questa casa aristocratica, per il cui abbellimento furono ampiamente utilizzati elementi provenienti dagli edifici del Foro boario. La facciata e il fianco sono riccamente adornate con pezzi di reimpiego, come le cornici che compongono il cornicione, il lacunare di soffitto che costituisce il parapetto di una finestra, le semicolonne e paraste sul fianco, sulle quali poggiano mensole con amorini di epoca tardo-romana. Oltre la casa dei Crescenzi si estendeva il Foro olitorio, il mercato degli ortaggi della città antica, nell’area compresa fra le pendici del Capitolino, il teatro Marcello e il Tevere.

Foro boario di Roma. Arco di Giano @ livioandronico2013 su wikipedia
Arco di Giano @ livioandronico2013 su wikipedia

Il lato ad est del Foro Boario di Roma era contraddistinto dall’arco quadrifronte di Giano, risalente al IV secolo, costituito da quattro piloni in calcestruzzo – rivestiti da marmi, alcuni di spoglio – che sostenevano un arco con volta a crociera: la sua funzione era di passaggio coperto. All’esterno era ornato da nicchie con calotta a conchiglia, inquadrate da colonnine su mensola, destinate forse a contenere statue. Alle spalle dell’arco di trova la chiesa di san Giorgio in Velabro, fondata nel VII secolo da papa Leone II  forse su strutture murarie preesistenti, appartenenti a un edificio civile e a una diaconia. L’area dove si trova è tradizionalmente riconosciuta come quella in cui il pastore Faustolo ritrovò Romolo e Remo. Alla metà del XIII secolo venne costruito il portico e fu eretto il campanile: l’interno è a tre navate divise da colonne di spoglio con capitelli ionici e corinzi del VII secolo. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993 la chiesa subì un grave attentato: un’autobomba parcheggiata nei pressi della facciata scoppiò, causando il crollo quasi totale del portico duecentesco e l’apertura di una breccia sul prospetto principale.

Chiesa di san Giorgio in Velabro e, sul fianco, l'arco degli Argentari @ William Domenichini su wikipedia
Chiesa di san Giorgio in Velabro e, sul fianco, l’arco degli Argentari @ William Domenichini su wikipedia

Sul fianco sinistro della chiesa di san Giorgio è addossato l’arco degli Argentari, che segnava l’accesso al Foro boario: fu eretto nel 204 in onore di Settimio Severo e dei suoi congiunti da parte della corporazione degli Argentarii (i cambiavalute). Due pilastri con nucleo in calcestruzzo sorreggono l’architrave: rivestito in marmo e travertino, è interamente decorato da motivi vegetali e scene di guerra e di culto. Tra il tempio di Portuno e l’arco di Giano si trova la chiesa di san Giovanni Decollato, gestita ancora oggi dall’Arciconfraternita fondata nel 1448 da alcuni fiorentini residenti a Roma con lo scopo di dare conforto ai condannati a morte (tra di essi, i più celebri furono Beatrice Cenci e Giordano Bruno). Il complesso si compone della chiesa, dell’oratorio, del chiostro-cimitero porticato e del palazzo retrostante – dove si trovano l’archivio storico, la biblioteca e la camera storica, con i cimeli usati dai confratelli nella loro opera di conforto: è impreziosito dalle opere di artisti quali Giorgio Vasari (che realizzò la pala d’altare della chiesa), Francesco Salviati, Jacopo Zucchi, Jacopino del Conte (cui appartiene la tavola d’altare dell’oratorio), Pirro Ligorio, Pomarancio, e rappresenta il più importante ciclo di scuola manierista della metà del Cinquecento a Roma.

Oratorio di san Giovanni decollato @ sangiovannidecollato.org
Oratorio di san Giovanni decollato @ sangiovannidecollato.org

A breve distanza dal Foro boario di Roma si trovano altri monumenti e luoghi di grande interesse storico-artistico: il Palatino (dove sono visitabili luoghi magnifici per tanti anni chiusi al pubblico come la casa di Livia, la casa di Augusto, l’Antiquarium, la loggia Mattei…) e – alle sue pendici – la chiesa ortodossa di san Teodoro; il Circo Massimo; l’Aventino con le sue chiese secolari. Andando in direzione del colle Capitolino vi è l’area sacra di sant’Omobono e la chiesa di san Nicola in carcere, nonché il Teatro Marcello. Superando il Tevere la prima chiesa che s’incontra è san Benedetto in Piscinula, una delle chiese più piccole di Roma, che suggerisco di visitare in un itinerario dedicato alle chiese di Trastevere.

Casa dei Crescenzi - dettaglio
Casa dei Crescenzi – dettaglio

Informazioni utili: la chiesa di santa Maria in Cosmedin è aperta tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 17,50. La domenica viene officiata la Liturgia in rito bizantino secondo la radizione greco-melkita cattolica, alle ore 10,30. La Bocca della Verità, situata nel porticato della Basilica, è accessibile ogni giorno negli stessi orari. Per ulteriori indicazioni il sito internet è www.cosmedin.org. Le indicazioni per la visita al tempio di Ercole Vincitore sono reperibili sul sito dell’ente gestore, Coopculture (www.coopculture.it). Il cartello relativo al tempio di Portuno riferisce la possibilità di visite guidate per ammirare il monumento, la prima e terza domenica del mese alle 10,30 (visite individuali con guida), alle 9,00 e alle 12,00 (visite per gruppi con guida e senza guida), indicazione corredata dal numero telefonico 06-39967700: non sono però riuscita a trovare ulteriori informazioni on line. Per approfondire la storia sulla chiesa di san Giorgio in Velabro consiglio il sito internet, www.sangiorgioinvelabro.org. La chiesa e il complesso di san Giovanni decollato sono visitabili secondo le modalità indicate sul sito www.sangiovannidecollato.org.

Altre immagini dell’area del’antico Foro boario di Roma:

Mappa dei monumenti situati nell’area del Foro boario di Roma e nelle sue vicinanze:

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