La scala di Santa Maria del Monte a Caltagirone

Visitare Caltagirone, città ricca d’arte e tradizioni, piena di colori

Ponte San Francesco a Caltagirone
Ponte San Francesco

Caltagirone è città d’arte e colori, quelli delle ceramiche smaltate di antichissima produzione create nelle botteghe artistiche ed utilizzate ad ornamento delle vie, delle piazze, dei ponti, delle chiese e delle abitazioni. Molti luoghi della città sono una meraviglia per gli occhi, un tripudio di arte, natura e architettura che merita di essere apprezzata nel corso di un’ampia passeggiata.

Suggerisco di visitare Caltagirone con calma, approfittando anche delle numerose occasioni di sosta che gli invitanti caffè cittadini propongono, fra il piacere di una refrigerante granita e l’osservazione della vita quotidiana brulicante nelle strade e nelle piazze.

La città, che insieme a quelle tardo barocche della Val di Noto è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco, si è disposta nel corso del tempo su tre colline assumendo la forma di aquila dalle ali spiegate (figura ripresa anche nello stemma cittadino). Tale disposizione cruciforme, fra la scala di Santa Maria del monte e via Principe Amedeo in direzione nord-sud e via Santa Sofia e corso Vittorio Emanuele in direzione est-ovest, trova la propria intersezione ai piedi della Scala, nell’area del Duomo e del Municipio.

La chiesetta di Sant'Agata e il Carcere borbonico
La chiesetta di Sant’Agata e il Carcere borbonico

Il Duomo, dedicato a San Giuliano, fu fondato dai Normanni – nel 1090 Ruggero II conquistò Caltagirone agli arabi – e trasformato nel Cinquecento. Come tanti altri monumenti della zona, fu in parte distrutto dal terremoto del 1693 e ricostruito nel Settecento. Accanto al Duomo si trova la Corte Capitaniale, sede del capitano di giustizia risalente al Cinque-Seicento. Sulla piazza del Municipio affacciano – oltre al settecentesco Palazzo dell’Aquila, sede del Comune – la Galleria Sturzo, luogo di ritrovo decorato da splendidi pannelli in maiolica e mosaici, e Palazzo Gravina. Da qui prende avvio la celebre Scala di Santa Maria al Monte, risalente al 1608 ma rifatta alla metà del Novecento con le alzate maiolicate dai colori predominanti giallo, verde e blu, secondo i motivi e le decorazioni tradizionali: la scala con i suoi 142 gradini è protagonista di alcune manifestazioni cittadine di grande richiamo, come l’Infiorata e durante la festa di San Giacomo: in questa occasione viene illuminata da lanterne colorate – dette “lumere”, alimentate da candele – che la tramutano in un “arazzo di fuoco”.

La chiesa di Santa Maria del Monte a Caltagirone
La chiesa di Santa Maria del Monte

Salendo sulla sommità si giunge infine alla chiesa di Santa Maria del Monte, l’antica Matrice, che conserva un prezioso dipinto duecentesco raffigurante la Madonna di Conadomini: portata a Caltagirone dalla famiglia Campochiaro, esule da Lucca perché di parte guelfa, la sacra effige veniva esposta in occasione di calamità ed è ancora oggi particolarmente venerata durante il mese di maggio, quando durante la sua festa viene omaggiata con l’Infiorata allestita sulla Scala.

Una passeggiata nella parte alta di Caltagirone, a partire dall’antico quartiere della Matrice, consente di visitare le innumerevoli chiese e gli edifici qui presenti, come la chiesa di San Nicola e l’Istituto d’Arte per la Ceramica, istituito nel 1918 per formare a quest’arte le nuove generazioni. In largo San Domenico si fronteggiano le chiese di San Domenico e del Santissimo Sacramento, che accoglie il mausoleo di don Luigi Sturzo, nato a Caltagirone e fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano. Percorrendo la via Luigi Sturzo si trovano l’antico Ospedale delle donne, dov’è stato allestito il Museo civico d’arte contemporanea, e la chiesa di San Giorgio: eretta nel 1030 dai Genovesi, che nell’XI secolo formavano una significativa colonia, custodisce all’interno il Mistero della Trinità attribuito a Rogier van der Weyden. Tornando verso piazza del Municipio s’incontrano Santa Chiara e la chiesa del Gesù, mentre spingendosi al termine di Corso Vittorio Emanuele si trova la chiesa di San Giacomo, costruita da Ruggero II e ricostruita dopo il terremoto di fine Seicento.

Il giardino della Villa Comunale, con il palco della musica in stile moresco
Il giardino della Villa Comunale, con il palco della musica in stile moresco

Se dal Duomo si scende verso la Villa Comunale s’incontrano il Carcere Borbonico, risalente al Settecento e utilizzato quale carcere cittadino fino al 1890 (oggi Museo Civico Luigi Sturzo), e la chiesetta di Sant’Agata, sede della confraternita dei ceramisti. Percorrendo via Roma si supera il seicentesco ponte di San Francesco – tra le poche architetture sopravvissute al terremoto del 1693, decorato da riquadri in ceramica policroma – e s’incontra la chiesa di San Francesco, risalente al 1226 e ricostruita dopo il sisma.

Giunti infine alla Villa Comunale di Caltagirone è possibile godere del magnifico giardino, un angolo di fresco ed esotismo anch’esso ornato da balaustre in ceramica e da un palco della musica in stile moresco. Opera ottocentesca dell’architetto palermitano Basile, si sviluppa sul modello dei parchi inglesi. Consiglio di visitare l’annesso Museo Regionale della Ceramica, che racconta l’evolversi di quest’arte dalla Preistoria fino ai nostri giorni: una lavorazione legata alla presenza dei calanchi argillosi nei dintorni della città, che conobbe un importante impulso durante la dominazione araba.

La decorazione della Galleria Sturzo a Caltagirone
La decorazione della Galleria Sturzo

Consiglio altresì di fare visita a qualcuna delle innumerevoli botteghe artistiche della città, che si affacciano sulle vie principali e lungo la Scala di Santa Maria del Monte. Oltre a scoprire le tecniche di lavorazione e le storie legate ai più antichi motivi decorativi – fra vasi, piatti, recipienti, lumiere antropomorfe, teste a forma di paladino – sarà possibile osservare le figurine in terracotta e le scene di soggetto popolaresco che popolano i presepi, una tradizione in cui devozione religiosa e sapienza artigiana sono indissolubilmente legate.

Informazioni utili: per visitare Caltagirone suggerisco di verificare gli orari di apertura dei vari luoghi a partire dai Musei Civici, i cui riferimenti sono indicati all’indirizzo www.comune.caltagirone.gov.it. Per organizzare la visita del Museo Regionale della Ceramica rimando al sito del Mibac www.beniculturali.it.

Altre immagini di Caltagirone:

Mappa dei luoghi da visitare a Caltagirone, secondo l’itinerario proposto in questo articolo:

About the author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.