L'Ara pacis Augustae

L’Ara Pacis Augustae, un viaggio nel passato di Roma

L’Ara Pacis © Museo dell’Ara Pacis

Sono andata ad ammirare l’Ara Pacis Augustae, uno dei miei luoghi del cuore a Roma, approfittando dell’iniziativa “L’Ara com’era”: si tratta di un progetto che consente di ammirare il monumento restituito ai suoi colori originali, e di scoprirne la storia attraverso il racconto in realtà virtuale.

L’Ara Pacis a colori, ammirabile grazie alla realtà aumentata © Museo dell’Ara Pacis

L’Ara Pacis Augustae fu fatta erigere dal Senato tra il 13 e il 19 a.C. in onore di Augusto per il suo felice ritorno dalla Gallia e dalla Spagna. È un altare alla Pace che si compone di un recinto marmoreo che racchiude la mensa, ovvero l’altare vero e proprio, sul quale si compivano le offerte.

La sera della mia visita (gli ingressi sono solo serali, ogni venerdì e sabato, dalle 19,30 alle 22,00, ogni 15 minuti), ho ricevuto un visore Samsung GearVR e un paio di cuffiette, e ho iniziato il mio percorso insieme a una ventina di persone, ciascuna equipaggiata come me. Ho seguito un itinerario articolato in vari punti di osservazione, a partire da un’introduzione che – a volo di uccello – mi ha portato indietro nel tempo a planare sull’Ara ai tempi di Augusto. Nelle tappe successive ho ascoltato la descrizione e la storia delle varie rappresentazioni presenti sui marmi esterni del recinto, che per la prima volta ho potuto ammirare nei loro vividi colori originali, e con animazioni in 3d.

Processione solenne, con Augusto, sul lato sud del recinto © Museo dell’Ara Pacis
Processione sul lato nord del recinto © Museo dell’Ara Pacis

Il percorso si è dipanato sui lati nord e sud del recinto dove si trova raffigurata, in due lunghi rilievi, una processione solenne. Potrebbe essere la processione che, nel 13 a.C., inaugurò l’Ara Pacis stessa. Fra i partecipanti, insieme a sacerdoti, magistrati, uomini donne e bambini, spicca Augusto, con il capo coperto dalla toga in qualità di massimo sacerdote. Secondo lo stile della rappresentazione, l’avvenimento qui illustrato è collocato in una dimensione atemporale, l’attimo storico è immagine di un ordine eterno, quello secondo cui la pietas religiosa guida lo Stato.

Lato ovest del recinto © Museo dell’Ara Pacis
Riquadro di Enea che offre un sacrificio ai suoi Penati, a colori © Museo dell’Ara Pacis

Sul lato ovest, quello dell’ingresso all’altare, ho ammirato due rilievi a destra e a sinistra dell’ingresso. In quello di destra vi è Enea giunto nel Lazio, mentre offre un sacrificio ai suoi Penati messi in salvo da Troia: il loro tempio – che l’eroe troiano aveva fatto costruire – è già pronto, e davanti ad esso due assistenti portano la scrofa da immolare. A sinistra dell’ingresso un rilievo simmetrico rappresenta il ritrovamento della lupa con i due gemelli, Romolo e Remo, di fronte al pastore Faustolo e a Marte.

Lato est dell’Ara Pacis © Museo dell’Ara Pacis
Riquadro della Tellus a colori © Museo dell’Ara Pacis

Sul lato est, a sinistra si trova il rilievo detto “della Tellus”, che illustra una figura materna seduta su una roccia mentre tiene in braccio due neonati che giocano. Dietro di lei crescono spighe, papaveri e altre piante. Questa figura ricorda Venere, Cerere e appunto la dea Tellus, e rappresenta la divinità della fecondità e della crescita. Ai suoi lati vi sono due Aurae, quella di mare – seduta sopra un mostro marino – e quella di terra, che vola su di un cigno: esse sono le personificazioni dei venti di mare e di terra, portatori di pioggia e di bel tempo. Secondo alcune interpretazioni, il rilievo rappresenta la Pax Augusta, la Pace cui l’altare è dedicato. Sul pannello di destra rimane un frammento del rilievo dedicato alla Dea Roma, seduta su un trofeo di armi.

Decorazione a spirali vegetali all’esterno del recinto, nella fascia inferiore © Museo dell’Ara Pacis

La metà inferiore dell’intero recinto è ornata da tralci ornamentali, che si sviluppano sui lati esterni dell’altare a partire da grossi cespi di acanto: rappresentano anch’essi fecondità e pienezza ma, lungi da un fiorire ed arrampicarsi disordinato, si estendono in una struttura organizzata secondo una simmetrica e ordinata geometria.

La visita, che ha avuto una durata di 45 minuti circa, è stata una bella occasione per godere di un luogo davvero magico, ed ammirarlo così come doveva apparire ai tempi in cui esso fu immaginato e realizzato: un’esperienza che coinvolge ed emoziona, un vero e proprio viaggio nel passato.

Una piccola curiosità: di fronte all’Ara Pacis, proprio dove oggi si trova la fontana disegnata da Meier, prima della costruzione dei bastioni del Lungotevere si trovava un porto bellissimo, il porto di Ripetta. Due ampie scalinate curve conducevano fino al fiume, secondo un movimento sinuoso che venne più tardi ripreso per la costruzione della scalinata di Trinità dei Monti. Nei dintorni della piazza si trovano ancora vestigia di questo luogo affascinante, andato perduto per sempre, di cui parlo in questo articolo.

Mappa dell’Ara Pacis Augustae:

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