Perugino, l'Adorazione dei Magi nell'Oratorio di santa Maria dei Bianchi

Perugino a Città della Pieve: le opere, un affresco e una mula

Perugino, l'Adorazione dei Magi nell'Oratorio di santa Maria dei Bianchi - dettaglio della sacra Famiglia
Perugino, l’Adorazione dei Magi nell’Oratorio di santa Maria dei Bianchi – dettaglio della sacra Famiglia

Per ammirare le opere di Pietro di Cristoforo Vannucci, noto come il Perugino, non è necessario recarsi nei più grandi Musei del mondo – le cui collezioni spesso accolgono i capolavori del Maestro umbro – ma è sufficiente recarsi nel suo borgo natale, Città della Pieve, dov’egli nacque intorno al 1448. Siamo in un magnifico piccolo borgo che ha mantenuto il suo impianto urbanistico medievale, caratterizzato dal colore rosso del cotto qui prodotto fin dal Duecento. Situato sulla sommità di una collina che guarda alla Valdichiana, Città della Pieve si trova al confine fra Umbria e Toscana.

Ecco dunque un itinerario dedicato alle opere del Perugino a Città della Pieve, a partire dal Duomo intitolato ai santi Gervasio e Protasio. Edificato sull’antica pieve longobarda dell’VIII secolo e addossato alla torre civica del XII secolo, l’attuale edificio è il frutto di una serie ininterrotta di trasformazioni che si protrassero fino al XVIII secolo. Di queste trasformazioni è possibile osservare i resti romanici nelle cripte, che sono visitabili scendendo alcuni gradini ai lati dell’altare maggiore. L’interno della chiesa, dipinto a finto marmo secondo il gusto barocco, è ispirato alla chiesa del Gesù a Roma, ed entro questa cornice si trovano le opere del Perugino, Il battesimo di Cristo e la Madonna in gloria e santi.

Perugino, Madonna in gloria e santi, Duomo di Città di Castello
Perugino, Madonna in gloria e santi, Duomo di Città di Castello

Il Battesimo, risalente al 1510, venne realizzato nella piena maturità artistica del Maestro, richiamando una tavola di soggetto uguale custodita al Kunsthistorisches Museum di Vienna dipinta ai primi del Cinquecento: in primo piano, con prospettiva centrale, ci sono i personaggi in atteggiamento contemplativo, disposti sul modello della statuaria classica, mentre sullo sfondo si osserva un arioso paesaggio che volge all’orizzonte. La Madonna in gloria tra i santi Gervasio, Protasio, Pietro e Paolo è una tavola datata 1514 e firmata “Petrus Christoferi Vannutii de Castro Plebis pinxit MDXIII“. Collocata dietro l’altare maggiore, mostra la Madonna col Bambino in cielo entro una mandorla di cherubini, mentre ai suoi piedi si trovano le figure dei quattro santi: Gervasio e Protasio – titolari della cattedrale e protettori di Città della Pieve – reggono due stendardi con lo stemma cittadino (il castello in oro su campo rosso), Pietro e Paolo riconoscibili dai tradizionali attributi. Il dipinto venne commissionato nel 1507 a Perugino dai canonici del Duomo: l’artista tuttavia non rispettò i tempi di consegna, che prevedevano l’ultimazione dell’opera entro un anno, consegnando la tavola sette anni dopo, nel 1514.

Casa natale del Perugino a Città di Castello
Casa natale del Perugino a Città di Castello

Sempre nella cattedrale si trova Lo sposalizio della Vergine, realizzato dall’altro pittore nativo di Città della Pieve, Antonio Circignani detto il Pomarancio.

Su piazza Plebiscito, la piazza che si apre sul fianco sinistro del Duomo, affaccia la casa paterna del Perugino, riconoscibile grazie a una targa commemorativa.

Lungo la via che del Maestro prende il nome si trova l’Oratorio di santa Maria dei Bianchi, che custodisce un’opera monumentale, l’Adorazione dei Magi dipinta nel 1504. La scena – di dimensioni 7 metri per 6,5 – è raffigurata come un grande e affollato corteo cavalleresco, che si svolge entro un luminoso paesaggio ispirato alle colline della Valdichiana e al panorama che dalla Città della Pieve volge verso il lago Trasimeno.

Perugino, l'Adorazione dei Magi nell'Oratorio di santa Maria dei Bianchi
Perugino, l’Adorazione dei Magi nell’Oratorio di santa Maria dei Bianchi

La vicenda che riguarda l’affresco è davvero pittoresca: all’inizio del 1504 Perugino venne interpellato dal sindaco dei Disciplinati della Vergine, chiamati Bianchi per il colore della veste, per ornare la parete d’altare del proprio oratorio. La richiesta iniziale è purtroppo andata perduta, ma si è fortunosamente conservata la risposta autografa del pittore – scoperta nel 1835 all’interno di un tubo di latta sotterrato ai piedi della parete. Il 20 febbraio 1504 Perugino spiegava che il costo effettivo del lavoro ammontava a 200 fiorini ma che, “chome paisano“, era disposto ad accontentarsi della metà della somma (un quarto subito, il saldo in tre rate a cadenza annuale). Questo il testo della lettera: “Charo mio Segnore. La pentura che vonno fà nelle Oratorio de Desceprenate cie vorrieno a meno duciento florene. Io me contenctarò de ciento, chomo paisano; venticinque scuebeto, gl altre in tre ane, venticinque l’ano. Et si dicto contracto sta bene, me mande la poliza et le cuadrine, et serà facto et lo saluto“. La confraternita però non disponeva di questi denari, e cercò di trattare sul prezzo. Perugino allora, il primo marzo, inviò una seconda lettera accordando un ulteriore ribasso di 25 fiorini, ma chiedendo che gli fosse inviata subito una mula per raggiungere Città della Pieve e cominciare il lavoro: “Charo mio Segnore. Subito me manne la mula, et col pedone, che verronne a penctorà; et fà la poliza pe strenque florene, et così calarò venticinque florene, et niente più; me salutare la chomare et lo saluto“. L’accordo venne infine trovato e Perugino realizzò l’Adorazione che oggi si ammira: un’opera interamente autografa, che predilige tinte chiarissime con un risultato ad effetto pastello, riconoscibile dell’ultima maniera del Maestro. Negli anni seguenti tuttavia la confraternita ebbe problemi ad onorare il pagamento delle rate, e tre anni più tardi – il 29 marzo 1507, Perugino accettò in cambio della rata finale una casa nel borgo, donata ai Bianchi da un confratello defunto.

Perugino, Deposizione dalla Croce, Chiesa di santa Maria dei Servi @ la Valdichiana
Perugino, Deposizione dalla Croce, Chiesa di santa Maria dei Servi @ la Valdichiana

Nella chiesa di santa Maria dei Servi, collocata al di fuori della cinta medievale, si trova un’altra opera del Perugino a Città della Pieve, una purtroppo frammentaria Deposizione dalla Croce. Risalente al 1517 e scoperta casualmente in un’intercapedine nel 1834, è un affresco che esprime il dramma dell’evento, con la Madonna raffigurata a terra, svenuta. Oltre a quest’opera la chiesa di santa Maria – essa stessa scrigno d’arte, con le decorazioni barocche dell’interno e la struttura architettonica rinascimentale e gotica – ospita altre opere provenienti dalle parrocchie del territorio, qui raccolte a formare il Museo Civico Diocesano.

L’ultima opera del Perugino si trova nella chiesa di san Pietro, dove aveva sede la Società dei Disciplinati di san Salvatore, che commissionarono al Maestro un affresco raffigurante Sant’Antonio Abate tra i santi Paolo Eremita e Marcello.

Perugino a Città della Pieve, l'Adorazione dei Magi nell'Oratorio di santa Maria dei Bianchi
Perugino, l’Adorazione dei Magi nell’Oratorio di santa Maria dei Bianchi

Questo percorso dedicato alle opere di Perugino a Città della Pieve può essere l’occasione per passeggiare nel borgo seguendo uno fra gli itinerari tematici proposti: il percorso dell’arte – ad esempio – oltre alle mete già descritte include Palazzo della Corgna, edificato nel XVI secolo di fronte alla cattedrale, decorato all’interno con affreschi a grottesche e soggetti di tipo mitologico e sacro (in particolare a pian terreno le Muse a concerto del Pomarancio e al primo piano il Convito degli dei e gli Amori degli dei di Salvio Salvini). In corrispondenza della cinta muraria si trova la Rocca, costruita nel 1326 a seguito dell’ennesima ribellione della città al controllo di Perugia: la fortificazione – in origine circondata da un fossato e da uno steccato – dispone di cinque torri (due mozzate) dalle quali si avvista Perugia. In caso di necessità era possibile comunicare tramite fuochi di segnalazione e chiedere l’invio di rinforzi: la Torre del Frontone era chiamata anche “del Soccorso” perché dotata di un’apertura che consentiva alle truppe perugine la massima libertà di accesso e di uscita: oggi è un magnifico belvedere dal quale la vista spazia fino al monte Arale e alla Valle del Nestore, sovrastata da Perugia. Nell’Oratorio di san Bartolomeo si ammira infine un affresco raffigurante la Crocifissione, opera del senese Jacopo di Mino del Pellicciaio: noto come Il pianto degli angeli, rispecchia il gusto gotico di scuola senese.

Perugino, l'Adorazione dei Magi nell'Oratorio di santa Maria dei Bianchi - dettaglio dei Magi
Perugino, l’Adorazione dei Magi nell’Oratorio di santa Maria dei Bianchi – dettaglio dei Magi

Il percorso dei vicoli consente di scoprire le vie più caratteristiche del borgo, apprezzandone in diciannove tappe l’impianto urbano risalente alla prima metà del Duecento: tra le soste vi è il vicolo Baciadonne, una delle vie più strette d’Italia, sorta probabilmente a causa di una lite fra confinanti. Il percorso del paesaggio permette invece di ammirare il panorama che si gode da Città della Pieve, grazie alla posizione soprelevata del borgo rispetto al territorio circostante. Oltre al belvedere della Torre del Frontone, altri punti di osservazione sono individuati lungo il perimetro esterno della città, verso il Pratomagno, i Monti Sibillini, il Monte Amiata.

Tantissime sono le iniziative che si svolgono in ogni periodo dell’anno, tra le quali: a Pasqua la Mostra-mercato e i quadri viventi, con la rappresentazione degli episodi della Passione, Morte e Resurrezione attraverso quadri viventi interpretati da quaranta figuranti; a giugno l’Infiorata organizzata dai contradaioli del Terziere Casalino; ad agosto il Palio dei Terzieri (le tre parti in cui la città è divisa), con un corteo di settecento figuranti e la caccia al toro, oltre a spettacoli, concerti, mercati, rievocazioni storiche; a Natale il Presepe monumentale nei suggestivi sotterranei di Palazzo della Corgna (uno dei più importanti d’Italia).

Città della Pieve è infine centro di produzione dello zafferano, che viene qui coltivato a partire dal XIII secolo, all’epoca impiegato principalmente nella tintura dei tessuti.

Informazioni utili: per ammirare le opere di Perugino a Città della Pieve e organizzare la visita di questo splendido antico borgo – Bandiera Arancione del Touring Club Italiano – consiglio di consultare il portale turistico del Comune (www.cittadellapieve.org) e le pagine dedicate sul sito della Regione Umbria (www.umbriatourism.it), sulle quali è possibile reperire tutte le indicazioni necessarie. Inoltre, grazie a un accordo tra i Comuni del territorio, è stato attivato un portale intitolato al pittore umbro, sul quale si trovano ulteriori informazioni e suggestioni di visita: www.terredelperugino.it/.

A chi come me ama l’Umbria consiglio di approfittare della visita di Città della Pieve per esplorare alcuni dei borghi più belli d’Italia: a breve distanza si trovano infatti cittadine come Montefalco, Bevagna, Spello, Spoleto e Gubbio, per non parlare di Assisi e Perugia. Questa regione offre moltissimo a chi ha interessi i più disparati, dai tesori di epoca etrusca alle chiese templari, dai capolavori pittorici del Rinascimento passando per l’architettura e il vino. Davvero una sorpresa dietro l’altra!

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