La sacra cintola di Prato: la storia e l’iconografia

La sacra Cintola di Prato. Bernardo Daddi, Assunta

Nel Duomo di Prato si conserva una sottile striscia di lana che la tradizione vuole sia la Sacra Cintola, ovvero la cintura che cingeva la veste funebre della Madonna in occasione della sua morte: il Vangelo apocrifo dello Pseudo-Giuseppe d’Arimatea narra che durante l’assunzione in cielo, Maria donò la cintola al discepolo Tommaso in gesto di benevolenza e a testimonianza dell’evento miracoloso.

Secondo la tradizione pratese, tramandata oralmente fino al dodicesimo secolo, San Tommaso lasciò la cintola a un sacerdote, affinché il sacro oggetto fosse venerato in una chiesa da costruire in onore della Madre di Gesù. Il sacerdote però non mantenne l’impegno, e la reliquia venne conservata dai suoi discendenti  fino a quando, intorno al 1140, giunse nelle mani di un pratese di nome Michele Dagomari, arrivato in pellegrinaggio a Gerusalemme.

Agnolo Gaddi, Storie della Vergine e della Cintola: Nave con Michele e Maria che torna in Italia

Nella città santa Michele si innamorò di una fanciulla di nome Maria, che sposò all’insaputa del padre di lei: fu quindi costretto alla fuga e tornò a Prato in nave, portando con sé la reliquia ricevuta come dono di nozze. Michele tacque del prezioso dono fino a quando, in punto di morte, consegnò la cintura a Uberto, preposto della Pieve di Santo Stefano (che sorgeva sul luogo dove fu poi edificato il Duomo di Prato), svelandogliene l’origine. I documenti successivi attestano che la reliquia fu conservata di fianco all’altare maggiore almeno fin dalla metà del Duecento, suscitando una tale devozione da assumere un importantissimo ruolo civile e religioso: nei secoli è rimasta il tesoro più prezioso della città, diventando il simbolo dell’identità e dell’autonomia di Prato rispetto alle vicine Firenze e Pistoia.

Il valore civile della Cintola è tutt’oggi sottolineato dal fatto che essa appartiene a tutta la città, non solo alla sua Chiesa, ed è custodita in un altare che si apre con tre chiavi, di cui una in possesso del Vescovo e due del Sindaco.

Neri di Bicci, La Madonna assunta che dona la Cintola a san Tommaso fra san Giovanni Battista e San Bartolomeo – dettaglio

Sono cinque le sue ostensioni pubbliche, il primo maggio (mese mariano), a Pasqua, il 15 agosto (Assunzione al cielo), l’8 settembre (natività della Vergine) e a Natale: per consentirle furono disposti imponenti lavori nel corpo del Duomo, con la realizzazione di una terrazza interna in controfacciata e la costruzione del pulpito esterno ad opera di Donatello. Inoltre vennero compiute importanti demolizioni per realizzare l’attuale piazza del Duomo, consentendo l’adunanza di un gran numero di pellegrini.

Nel corso del Trecento la Cintola fu inoltre spostata in una cappella dedicata, vicina all’ingresso, che venne interamente affrescata fra il 1392 e il 1395 da Agnolo Gaddi con Storie di Maria e Storie della Cintola. Oggi la reliquia si trova qui, custodita in un altare che nella sua forma rievoca la nave su cui Michele la portò a Prato, ornato da una splendida Madonna con Bambino di Giovanni Pisano. Tutt’attorno si ammirano gli affreschi del Gaddi, di cui meritano particolare attenzione, per la loro originalità, la scena notturna della Natività e il viaggio di Michele sulla nave. La cappella è abitualmente interdetta al pubblico, ma in speciali occasioni è possibile accedervi e ammirarla.

Cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato: altare con Madonna col Bambino di Giovanni Pisano

Nel corso del Trecento, secolo di grande prosperità per Prato, il sacro oggetto fu particolarmente venerato e vennero affidate importanti committenze ad artisti come Bernardo Daddi, Agnolo Gaddi, Giovanni Pisano: le loro opere sono oggi in parte perdute, in parte disperse. Ad esempio opera del Daddi è L’Assunta (oggi conservata al Met di New York), che faceva parte di una grande pala – purtroppo smembrata – di cui una predella è custodita al Museo pratese di Palazzo Pretorio e l’altra nei Musei Vaticani.

L’immagine della Madonna che dona la Cintola a san Tommaso conobbe inoltre una grande fortuna iconografica nel corso dei secoli. Anche Benozzo Gozzoli, durante la sua permanenza a Montefalco a metà del Quattrocento (qui realizzò il meraviglioso ciclo affrescato nella chiesa di San Francesco), dipinse una splendida pala con la Madonna della Cintola, oggi custodita ai Musei Vaticani. Un dossale in terracotta invetriata con l’Assunta che dona la cintola a San Tommaso tra i Santi Gregorio, Francesco e Bonaventura si trova sull’altare della piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli alla Verna, opera di Andrea della Robbia del 1485.

Ho conosciuto la storia della sacra Cintola della Madonna nel corso di una visita a Prato, cui ho dedicato questo articolo.

Altre immagini della Cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato:

Immagini di altre opere rappresentanti la Madonna che dona la Cintola:

Mappa della cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato:

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