Il Tempio B dell'area di Largo Argentina

L’area sacra di Largo Argentina a Roma e le sue storie

L'area di Largo Argentina e il Tempio C. All'estrema sinistra, il pino che indica il luogo del porticato dove fu ucciso Giulio Cesare
L’area di Largo Argentina e il Tempio C. All’estrema sinistra, il pino che indica il luogo del porticato dove fu ucciso Giulio Cesare

Là dove il 15 marzo del 44 a.C. fu ucciso Giulio Cesare oggi sorge un pino. A poca distanza, si trovava una statua colossale di 8 mt dedicata alla dea Fortuna, con le parti nude in marmo e i panneggi in bronzo. Nelle sue adiacenze Pompeo fece costruire un teatro stabile, aggirando i divieti dell’epoca con un’astuta operazione architettonica: sono alcune delle storie che parlano dell’area sacra di Largo Argentina a Roma, un luogo che merita di essere scoperto.

L’area fu portata alla luce nel corso delle demolizioni delle costruzioni medievali compiute nel 1926 nel quartiere compreso tra via del Teatro Argentina, via Florida, via di San Nicola dei Cesarini e corso Vittorio Emanuele II. L’autore dei primi scavi, Giuseppe Marchetti Longhi, ottenne l’intercessione di Mussolini per salvare le rovine esistenti al di sotto di un caseggiato medievale demolito, come si osserva in questo video dell’Istituto Luce realizzato in occasione della visita del duce:

Il Tempio B dell'area di Largo Argentina
Il Tempio B dell’area di Largo Argentina

L’area archeologica si presenta con l’assetto assunto in epoca imperiale, al termine di una serie di trasformazioni avviate in età medio repubblicana. E’ un grande complesso sacro e rappresentativo, inserito nel Campo Marzio tra il Tevere e le antiche mura: edificata quale grande piazza lastricata, su di essa si affacciano quattro templi, A, B, C e D, con ingresso a est secondo l’orientamento del sorgere e del calare del sole.

Dei quattro templi il primo – il tempio C – fu costruito verso la fine del IV secolo a.C. e venne dedicato a Feronia, dea madre legata ai Sabini, incarnazione della fecondità  e della fertilità; ad esso fece seguito il tempio A, risalente al III secolo a.C., dedicato a Giuturna: tra l’VIII e IX secolo sulle sue rovine fu edificata una chiesa consacrata nel 1132 a San Nicola. Agli inizi del II secolo a.C. fu costruito il tempio D, oggi parzialmente coperto da via Florida, probabilmente dedicato ai Lari Permarini, divinità protettrici dei naviganti.

Testa della statua della Fortuna huiusce diei (dall'area sacra di Largo Argentina)
Testa della statua della Fortuna huiusce diei (dall’area sacra di Largo Argentina)

In seguito a un incendio (forse quello del 111 a.C. che distrusse gran parte della città), nello spazio rimasto libero tra i templi A e C venne edificato il tempio a pianta circolare B: le sue peculiari caratteristiche architettoniche, già ricordate nei testi antichi, lo identificano con il tempio di Fortuna Huiusce Diei (Fortuna del giorno presente): ospitava una statua colossale, alta circa 8 metri, quanto la cella del tempio. Secondo la sua ricostruzione, reggeva nell’incavo del braccio destro la cornucopia, simbolo della divinità, ed era realizzata con la tecnica dell’acrolito, ovvero presentava le parti nude in marmo e i panneggi in bronzo. I frammenti colossali (testa, braccio destro, piedi) possono essere precisamente datati al 101 a.C. in relazione con la data di fondazione del tempio e rappresentano una testimonianza importante della corrente classicistica del periodo: l’opera è stata attribuita a Skopas il Minore, artista greco attivo a Roma.  La sua testa imponente, rinvenuta nel corso dello scavo, si ammira nello splendido Museo della Centrale Montemartini e testimonia una delle storie che qui sono magnificamente narrate.

Nel corso del I secolo l’area sacra venne coinvolta dalle trasformazioni della zona conseguenti alla costruzione del teatro di Pompeo, realizzato tra il 60 e il 55 a.C.: l’edificio fu il primo teatro in muratura di Roma e fu voluto da Pompeo per glorificare i propri successi bellici sui popoli orientali. Per aggirare il divieto di costruire un teatro stabile, il Console agì d’astuzia e fece collocare sulla sommità della cavea un tempio dedicato a Venere Vincitrice, disposto in modo tale che tutto il teatro sembrasse una sorta di gradinata monumentale di accesso all’edificio sacro. La sua forma è oggi intuibile nell’andamento degli edifici di via Grotta Pinta, che seguono la curva interna del teatro.

I principali monumenti dell'area sacra di Largo Argentina inseriti nella topografia moderna
I principali monumenti dell’area sacra di Largo Argentina inseriti nella topografia moderna

Alle spalle della scena, proprio dietro il tempio B a pianta circolare, si estendeva un vasto porticato sul quale affacciava una grande aula, spesso utilizzata per le riunioni del Senato Romano: qui il 15 Marzo 44 a.C. venne ucciso Giulio Cesare, e oggi una magnifica pianta di pino indica l’esatta collocazione del luogo. Chi volesse vivere una suggestiva rievocazione dell’assassinio può recarsi alla galleria Musia, nella vicina via dei Chiavari: nei suoi sotterranei si trova un’installazione permanente realizzata da Studio Azzurro che evoca le Idi di Marzo.

Nell’80 d.C. un altro incendio distrusse gran parte del Campo Marzio, compresa questa zona, che subì un’ulteriore importante trasformazione ad opera dell’imperatore Domiziano, assumendo l’aspetto che rimase immutato fino all’età tardo antica. Nel corso del Medioevo l’area venne progressivamente urbanizzata con la costruzione di edifici religiosi e civili, che si sovrapposero inglobando le strutture antiche.

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