Giotto, Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni a Padova, un racconto di profonda umanità

Giotto, Cappella degli Scrovegni
Giotto, Cappella degli Scrovegni

Sono tornata a visitare la Cappella degli Scrovegni di Padova e come ogni volta mi sono emozionata di fronte all’umanità dei personaggi rappresentati da Giotto, colti in atteggiamenti pieni di passione, sentimento, emozione.

Una volta varcata la piccola porta che conduce al suo interno, ricavata in fondo alla parete laterale sinistra, si comprende subito di trovarsi di fronte a uno dei massimi tesori artistici italiani, frutto del genio assoluto dell’artista nato a Vespignano di Vicchio intorno al 1267.

La cappella venne edificata nel 1303 da Enrico Scrovegni, erede di una ricca dinastia di mercanti, come gesto di riscatto sociale ed affrancamento da una attività infamante, il prestito a usura, praticata dal padre Reginaldo. La sua forma è semplice, l’interno è a navata unica con volta a botte: sopra l’altare si trova una Madonna col Bambino, opera di Giovanni Pisano, e lungo le pareti dell’abside vi è un piccolo coro con stalli in legno.

Giotto, Bacio di Giuda, Cappella degli Scrovegni
Giotto, Bacio di Giuda

La sua decorazione venne affidata a Giotto che la portò a compimento, aiutato da oltre 40 collaboratori, in due anni: dal 1303 al 1305. Il ciclo pittorico, che si estende su tutta la superficie visibile, è ispirato al tema della Storia della Salvezza e si articola in quattro sequenze di trentotto episodi. La volta è coperta da un cielo stellato e decorata con dieci medaglioni con al centro Cristo benedicente, mentre nello zoccolo delle pareti si trovano le raffigurazioni in monocromo delle sette Virtù e dei sette Vizi, collocati specularmente l’una di fronte all’altro. Le sequenze hanno inizio dal registro superiore della parete destra con le Storie di Gioacchino e Anna e le Storie di Maria. Nei due registri sottostanti (quello mediano e quello inferiore) si dipanano invece le Storie dell’infanzia e della predicazione di Cristo e la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo (temi fondamentali per una cappella funeraria). Sopra la parete d’ingresso è raffigurato il Giudizio universale, mentre sull’arcone del presbiterio si trova Dio Padre che affida all’Arcangelo Gabriele l’annuncio a Maria e, sotto, l’Annunciazione.

Giotto, Giudizio universale, Cappella degli Scrovegni
Giotto, Giudizio universale

La rappresentazione è ricca di dotti riferimenti teologici, tanto da far ipotizzare il contributo filosofico di uno studioso, identificabile nel canonico Altegrado de’ Cattanei: costui potrebbe essere raffigurato mentre sorregge il modello della Cappella offerto da Enrico Scrovegni alla Madonna all’interno della scena del Giudizio universale.

Osservando le varie raffigurazioni, colpisce l’umanità che Giotto ha saputo infondere ai personaggi, sottraendoli a una dimensione idealizzata e conferendo loro una precisa fisionomia e una contagiosa caratterizzazione emotiva. Cristo, la Vergine, gli angeli e i santi esprimono pienamente passioni e sentimenti, dimostrando la propria fragilità e umanità.

Per completare la conoscenza della Cappella degli Scrovegni consiglio di visitare l’adiacente Museo degli Eremitani, dove si trova il Crocifisso, alto più di due metri, dipinto da Giotto al termine del ciclo di affreschi ( o forse nel corso di un successivo soggiorno a Padova). Era destinato ad essere collocato sulla transenna che in origine divideva la navata dall’abside.

Giotto, Crocifisso di Padova
Giotto, Crocifisso

Informazioni utili: la visita alla Cappella richiede molta attenzione. Ecco alcune indicazioni sintetiche, per le quali comunque rimando alla dettagliata pagina sul sito internet dedicato. La visita è consentita esclusivamente tramite prenotazione, con accesso contingentato di 25 persone per turno. La prenotazione deve avvenire almeno il giorno prima (non è consentito prenotare per il giorno stesso) e consiglio di farlo con anticipo, o presentandosi presso la biglietteria (che si trova nell’annesso Complesso degli Eremitani) oppure on line. Una volta ritirato il biglietto, obbligatorio, presso la biglietteria degli Eremitani, è necessario presentarsi almeno 5 minuti prima all’ingresso della Cappella (distante 100 metri): consiglio puntualità, perché in caso di ritardo si perde il diritto all’accesso. Una volta controllato il biglietto si accede in una saletta di compensazione, che consente di mantenere inalterato il microclima della Cappella controllandone i parametri di temperatura, umidità, etc… Nella saletta si assiste alla proiezione di un video introduttivo, della durata di quindici minuti. Al termine del video è infine consentito l’accesso all’interno della Cappella, dove la permanenza è consentita per una durata di 15 minuti. Al termine, si è invitati a uscire per consentire l’accesso del gruppo successivo.

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