Piazza Grande di Arezzo - cover

Visitare Arezzo: cosa vedere in un giorno

Piazza grande, Arezzo
Piazza grande. A destra il Palazzo della Fraternita dei Laici e a sinistra l’abside della pieve di Santa Maria

Visitare Arezzo significa concedersi una passeggiata tra le sue vie, con la comodità che consente di scoprirne gli angoli più suggestivi e ammirarne le piazze, fra le più belle d’Italia. Tra queste senz’altro piazza Grande, su cui affacciano il Palazzo delle Logge, disegnato da Giorgio Vasari, ed edifici appartenenti ad epoche diverse: con il suo pavimento in cotto, delimitato da fasce bianche di travertino, il suo andamento in discesa e la forma irregolare, è un palcoscenico naturale che rimane impresso nella memoria. E’ il cuore della città, dove due volte l’anno si svolge la tradizionale Giostra del Saracino, rievocazione storica della competizione cavalleresca medievale assai sentita e amata dagli aretini. Su di essa affacciano alcune case torri medievali, il palazzo della Fraternita dei Laici e l’abside della pieve di Santa Maria, il cui ingresso è da Corso Italia.

Pieve di santa Maria, Arezzo
Pieve di santa Maria

La pieve è senz’altro uno dei luoghi dove sostare, è un magnifico esempio di architettura romanica: la sua facciata è caratterizzata da tre logge sorrette da colonnine, priva del coronamento del timpano. Nella parte inferiore si aprono tre portali strombati di cui quello centrale decorato nell’archivolto con raffigurazioni allegoriche dei mesi e nella lunetta con un rilievo raffigurante la Madonna orante, opera del 1216 del maestro “Marchio”. Al suo interno si trova il Polittico della Vergine col Bambino e i santi Giovanni evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo, eseguito da Pietro Lorenzetti nel 1320.

Vicino alla pieve (scendendo lungo Corso Italia e poi prendendo via Cavour) si trova la chiesa di San Francesco, che nella cappella maggiore conserva uno dei cicli affrescati più importanti dell’arte italiana e rinascimentale, la Leggenda della Vera Croce opera di Piero della Francesca. E’ una tappa fondamentale della storia dell’arte, di un itinerario dedicato al Maestro del Rinascimento – che nacque nella vicina Sansepolcro e operò in queste terre – e della visita della città.

Di fronte alla chiesa si trova il Caffé dei Costanti, uno dei più antichi della città: aperto nel 1804 nel ridotto della Civiltà Accademica dei Costanti, era inizialmente riservato ai soli Soci Accademici.

Alcune immagini degli affreschi di Piero della Francesca:

Camera della Fama e delle Arti, Casa Museo Vasari di Arezzo - dettaglio
Museo di Casa Vasari, Camera della Fama e delle Arti – dettaglio

Proseguendo su via Cavour si giunge alla Badia delle sante Flora e Lucilla, che ospita le reliquie delle due sante martiri. Fondata nel 1278, fu completamente trasformata da Giorgio Vasari a partire dal 1565: al suo interno si trova una finta cupola dipinta su tela, opera dell’architetto Andrea Pozzo del 1702. Questo capolavoro di artificio barocco accomuna la Badia aretina alle chiese di Sant’Ignazio a Roma (1685) e dei Gesuiti a Vienna (1703), cui ho dedicato questo post facebook.

Arezzo dette i natali anche a Giorgio Vasari, genio versatile di cui oggi si può ammirare la dimora, acquistata nel 1541 e oggi sede del Museo di Casa Vasari (vi si arriva proseguendo su via Cavour e quindi su via XX settembre): articolata su tre piani – seminterrato, appartamento signorile e al secondo gli alloggi della servitù – venne affrescato personalmente dal suo proprietario, con l’intento di celebrare l’arte e se stesso. Nelle sale del primo piano si ammirano dunque storie bibliche e mitologiche, allegorie sacre e profane, scene di pittori dell’antichità, mentre all’esterno si trova il giardino a pianta centrale e struttura geometrica.

Fra tutte le sale spicca per fasto e ricercatezza quella del Trionfo della Virtù, destinata ad ambiente di rappresentanza: fu decorata tra il 30 luglio e la fine di agosto del 1548, quando Vasari era impegnato nella stesura definitiva delle Vite. Si ammirano allegorie e figure classiche, immagini reali e vedute fantastiche. Il soffitto ligneo incorpora diciassette tavole dipinte. Questo il video:

Le immagini di Casa Vasari:

Nei pressi di Casa Vasari si trova il Museo statale di arte Medievale e Moderna, ospitato nel quattrocentesco edificio di Palazzo Bruno Ciocchi: raccoglie opere di provenienza diversa, esposte su tre piani e ordinate dal Medioevo fino all’Ottocento, tra cui dipinti di Nicolò di Pietro Gerini, Neri di Bicci, Guariento, Giorgio Vasari, Luca Signorelli (originario della vicina Cortona), alcune terracotte robbiane, una splendida collezione di maioliche rinascimentali.

Alcune opere del Museo:

Piazza grande, gli edifici, Arezzo
Piazza grande, gli edifici

A pochi passi si trova anche la chiesa di San Domenico, che custodisce un prezioso Crocifisso ligneo di Cimabue: alto più di tre metri, è la prima opera attribuita al maestro, risalente al 1268-1271 circa.

Da San Domenico seguendo via Madonna Laura si giunge al Duomo, dedicato a San Donato ed edificato sulla sommità della collina di Arezzo: conserva l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca e splendide vetrate istoriate di Guillame Marcillat, realizzate a due riprese tra il 1516 e il 1517 e tra il 1522 e il 1524. Edificato sopra il luogo dove probabilmente si trovava l’antica acropoli e dove venne fondata una primitiva chiesa paleocristiana, la sua storia seguì le vicissitudini cittadine: il cantiere ebbe inizio nel 1278, grazie alla donazione di trenta fiorini d’oro da parte di papa Gregorio X, deceduto proprio ad Arezzo. I lavori di costruzione e poi di ampliamento subirono arresti e riprese nel corso dei secoli successivi, tanto che la facciata venne ultimata soltanto tra il 1900 e il 1914.

Cimabue, Crocifisso, Chiesa di San Domenico, Arezzo
Cimabue, Crocifisso, Chiesa di San Domenico, Arezzo

Di fronte al Duomo, cui si accede salendo una scenografica scalinata disegnata dal Marcillat tra il 1525 e il 1529, si trova il Museo Diocesano di Arte Sacra Mudas, allestito negli ambienti del Palazzo Vescovile. Ospita una collezione di orificerie e paramenti sacri (tra cui la Pace di Siena, opera di manifattura francese in oro, smalti e pietre preziose donata da Pio II Piccolomini alla diocesi di Siena, e nel 1799 donata a quella di Arezzo), grandi crocifissi lignei, affreschi di Spinello Aretino, opere di Giorgio Vasari e una quadreria dei secoli XV-XIX.

Dietro l’abside del Duomo si apre il giardino che conduce alla Fortezza Medicea, costruita per volere di Cosimo I de’ Medici tra il 1538 e il 1560 sul luogo delle precedenti fortezze. I lavori, diretti da Antonio da Sangallo il Giovane, portarono alla demolizione anche degli edifici trecenteschi corrispondenti a tutto il centro storico dell’antica città turrita, che a sua volta era stata edificata sopra il foro romano: di quelle preesistenze oggi è stato riportato alla luce il pavimento musivo di un edificio d’epoca romana e i resti della chiesa di San Donato in Cremona, risalente all’anno Mille. Dagli spalti della fortezza, che ha la forma di una stella a cinque punte, si ammira un bel panorama su Arezzo, la valle dell’Arno e la dorsale del Pratomagno.

Palazzo Pretorio, Arezzo
Palazzo Pretorio

Subito sotto il Duomo, in via dell’Orto 28, si trova la costruzione tradizionalmente riconosciuta come casa natale di Francesco Petrarca: l’edificio attuale risale al XV secolo, ma custodisce tracce di una costruzione precedente, del XIII secolo. Attualmente è sede dell’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze.

Ritornando su Corso Italia si trova Palazzo Pretorio, ricoperto dagli stemmi dei podestà e dei capitani che governarono la città dal XIV al XVII secolo. Divenuto in parte carcere nel corso del Quattrocento, oggi ospita la biblioteca cittadina. Proseguendo lungo il Corso si giunge infine al Museo archeologico Gaio Cilnio Mecenate, ospitato nell’ex monastero di san Bernardo, che sorge sui resti dell’anfiteatro romano del II secolo a.C.. Il Museo è dedicato a Mecenate, il celebre consigliere e amico dell’imperatore romano Augusto, grande protettore di artisti, intellettuali e poeti. Nacque ad Arezzo il 68 a.C. da una famiglia di origine etrusche. Nelle sale espositive si trovano reperti etruschi, ceramiche attiche, statue romane e vasi “corallini” (dipinti di rosso), testimonianza della ceramica prodotta ad Arezzo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. che rese famosa la città.

Fra le manifestazioni e le feste, oltre alla Giostra del Saracino va ricordata la ricchissima fiera di arte e antiquariato che, sin dal 1968, invade le strade e le piazze cittadine: per molti – appassionati o semplici curiosi – è un appuntamento fisso.

Dove mangiare: per una sosta golosa consiglio il ristorante Logge Vasari, situato nella magnifica piazza Grande:  offre un menù tipico e al contempo ricercato, un’accoglienza curata e un’atmosfera di altri tempi. Sempre nei pressi della piazza si trova La torre di Gnicche, che propone una cucina locale, ingredienti genuini e una ricca cantina in un ambiente informale.

I piatti de La torre di Gnicche:

Altre immagini di Arezzo:

Mappa:

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