Il castello di Monteriggioni

Il castello di Monteriggioni e le sue torri da Inferno dantesco

La cinta delle mura dal camminamento di Porta Romea
La cinta delle mura dal camminamento di Porta Romea

Monteriggion di torri si corona”: con queste parole Dante descrive, nel XXXI Canto dell’Inferno, il castello di Monteriggioni, costruito dai senesi ai primi del Duecento per contrastare l’espansione fiorentina in un territorio strategicamente delicato, attraversato dalla via Francigena. In effetti assomiglia a una corona il tracciato delle mura, eretto in forma irregolare assecondando l’andamento naturale del colle, punteggiato da quattordici torri quadrangolari.

Ancor oggi il castello annuncia, a chi proviene da Firenze, l’ingresso nell’antico territorio di Siena, con la sua posizione di vedetta e controllo verso le valli dell’Elsa e dello Staggia. Della località di Monteriggioni si hanno notizie sin dal 1126, quando il territorio, sede di un’antica fattoria longobarda, era controllato dai signori di Staggia: venne acquistato dai senesi, nonostante le rimostranze del vescovo di Volterra – legittimo proprietario del terreno – e dell’abate dell’Isola, che vantava i diritti su metà della proprietà. Alla metà del Duecento il castello venne popolato e fortificato della cinta turrita, divenendo nel corso del Trecento un centro importante, protetto da un capitano con alcuni fanti. Gli Statuti del 1380 riconoscono gli abitanti del borgo “Cittadini di Siena”. Le mura, circondate in origine da carbonaie – fossati riempiti di carbone e legna che venivano incendiati per respingere gli assedi dei nemici – nel corso del Quattrocento vennero in parte interrate, per resistere meglio ai colpi dell’artiglieria.

Il borgo dal camminamento di ronda
Il borgo dal camminamento di ronda

Dopo la costruzione di Monteriggioni furono molteplici gli stratagemmi e i tentativi intrapresi dai fiorentini per distruggerne la cerchia turrita, ma il castello resistette nel corso dei secoli e rimase inespugnato fino al 1554: durante la Guerra di Siena, che contrappose le truppe imperiali di Carlo V, alleate dei fiorentini, ai francesi di Enrico II, alleati dei senesi, il borgo venne ceduto a tradimento, senza alcun combattimento, alle truppe imperiali. Il comando della guarnigione era stato affidato a Giovannino Zeti, un fuoriuscito fiorentino, che proditoriamente lo consegnò agli imperiali. Pochi mesi dopo questo avvenimento, nel 1555, cadde anche la città di Siena. Cosimo I de’ Medici impose la sua signoria su Monteriggioni e i possedimenti senesi, che divennero parte del futuro Ducato fiorentino.

Il castello di Monteriggioni
Il castello di Monteriggioni

La cinta muraria di Monteriggioni si sviluppa per quasi seicento metri ed è costellata da quattordici torri quadrilatere, che per la loro imponenza furono paragonate da Dante a “li orribil giganti” del pozzo infernale: “però che, come su la cerchia tonda / Montereggion di torri si corona, / così la proda che ‘l pozzo circonda / torreggiavan di mezza la persona / li orribili giganti, cui minaccia / Giove del cielo ancora quando tuona” (Inferno, XXXI, 40-45). Il castello era dotato di tre porte, due tutt’oggi in uso – la porta Franca o Romea (verso Roma) e la porta San Giovanni o di Ponente (verso Firenze): la porta Franca – oggi l’accesso principale al borgo – era forse dotata di ponte levatoio. Era presente una terza porta, sul lato sud-ovest, che venne murata in seguito. Lungo tutta la cerchia corre il cammino di ronda, in parte ancor oggi percorribile, che regala scorci suggestivi sul borgo e sul magnifico panorama circostante.

La chiesa di Santa Maria Assunta
La chiesa di Santa Maria Assunta

Al centro del castello di Monteriggioni si erge la pieve di santa Maria Assunta, realizzata nel XIII secolo, in caratteri romanico-gotici a navata unica con abside. Accanto alla chiesa si trova il Museo “Monteriggioni in arme” che ospita una collezione di armature medievali e rinascimentali.

Per aver conservata pressoché intatta la sua cerchia muraria medievale, Monteriggioni è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Il castello inoltre è inserito all’interno del percorso della via Francigena, di cui costituisce la tappa 32, fra San Gimignano (tappa 31) e Siena (tappa 33). I dintorni sono ricchissimi di luoghi da scoprire in ogni direzione: andando verso Siena e il senese, muovendosi verso il Chianti, spostandosi in direzione della Valdelsa (ad esempio San Vivaldo, o Castelfiorentino), infine visitando Volterra e il suo territorio.

La porta di ponente del castello di Monteriggioni
La porta di ponente

Fuori dal borgo si trova Abbadia Isola, abbazia fondata nel 1001 da Ava, nobildonna di discendenza longobarda, sul luogo di un’antica pieve. Isola deve il suo nome alla posizione rialzata rispetto alla pianura circostante, occupata da un’ampia palude. La chiesa abbaziale, in stile romanico, custodisce un polittico di Sano di Pietro del XV secolo, ed è circondata dai resti dell’antico monastero e delle fortificazioni medievali.

Informazioni utili: il portale del Comune di Monteriggioni dedicato al turismo è ricco di informazioni e suggerimenti di visita. E’ consultabile all’indirizzo www.monteriggioniturismo.it. Per conoscere le modalità e gli orari di apertura dei camminamenti sulle mura e del Museo “Monteriggioni in arme” consiglio di consultare la pagina dedicata sul sito internet dell’ente gestore, www.museisenesi.org. Per tutte le informazioni utili sulla via Francigena e sulla tappa 32 rimando al portale della via Francigena Toscana, viafrancigena.visittuscany.com.

Altre immagini del castello di Monteriggioni:

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