Casentino

Il Casentino: terra di pievi, castelli, borghi, eremi, foreste

La valle del Casentino verso Bibbiena, vista dal castello dei Conti Guidi a Poppi
La valle del Casentino verso Bibbiena, vista dal castello dei Conti Guidi

Il Casentino è una delle quattro valli della provincia di Arezzo: si sviluppa fra il capoluogo toscano a sud e il Parco Nazionale delle foreste Casentinesi a nord. Il suo nome d’incerta origine, forse derivante da “clausum”, sembra richiamare il senso di chiusura della vallata, stretta ad est fra gli Appennini – oltre i quali si estende l’Emilia-Romagna – e ad ovest il massiccio del Pratomagno, che la separa dal Valdarno.

In questo luogo, ancor oggi appartato rispetto ai grandi flussi turistici, si sono conservate nel corso dei secoli testimonianze storiche e artistiche di pregio, oltre a centri di spiritualità di primaria importanza. Il Casentino è ancor oggi una terra di pievi antiche, castelli che rievocano battaglie e vicende cruente, piccoli borghi arroccati, eremi e santuari: al fondovalle – dove si trovano i maggiori centri abitati – segue la foresta che si estende poco oltre, fin sulle cime montuose, magnifica millenaria presenza.

Castello dei Conti Guidi a Poppi e scultura di Dante Alighieri
Castello dei Conti Guidi e scultura di Dante Alighieri

Scoprire il Casentino significa avvicinarlo in tutti i suoi aspetti, storici, storico-artistici, spirituali, naturalistici: tenterò dunque di indicare i luoghi a mio avviso imperdibili, tratteggiando per ciascuno alcuni elementi di interesse.

Fra i centri abitati suggerisco senz’altro la visita dei maggiori, Poppi e Bibbiena. Poppi, uno dei borghi più belli d’Italia, si eleva sul colle che guarda a Campaldino, teatro della celebre battaglia del 1289 che vide scontrarsi i Guelfi di Firenze – fra le cui fila militava anche un giovanissimo Dante – e i Ghibellini di Arezzo. La cittadina – cui ho dedicato un articolo – deve la sua fama al castello, che svetta sulla sua sommità e fu eretto per volere dei Conti Guidi, nonché al patrimonio storico-artistico dell’abitato: tra i luoghi da visitare suggerisco la chiesetta della Madonna del Morbo e la chiesa di san Fedele, collocate alle estremità dell’affascinante via Cavour, interamente affiancata da portici.

Andrea della Robbia, Natività
Andrea della Robbia, Natività

Bibbiena è la cittadina più estesa del Casentino: antico insediamento etrusco ed importante roccaforte medievale, fu la residenza dei vescovi di Arezzo e – in quanto tale – in antitesi con il borgo dei Conti Guidi, Poppi. In origine munita di una doppia cinta muraria, punteggiata da torri e dominata da una fortezza, conobbe molti assedi e distruzioni: il più celebre fu senz’altro quello successivo alla sconfitta di Campaldino. L’ultima distruzione avvenne nel 1509 per volontà della Repubblica fiorentina, quando tre porte su quattro vennero demolite e le mura abbattute fino alle fondamenta: oggi ne restano pochi tratti. Delle torri dell’antica fortezza è sopravvissuta quella in piazza Tarlati, trasformata in torre campanaria e orologio.

Polittico di Bicci di Lorenzo, chiesa dei santi Ippolito e Cassiano
Polittico di Bicci di Lorenzo, chiesa dei santi Ippolito e Cassiano

Il centro storico – che si distingue in due parti, quello più alto e il “fondaccio”, corrispondente al primo nucleo abitato, è ricco di chiese antiche e palazzi nobiliari. Tra di essi spicca palazzo Dovizi, residenza di Bernardo Dovizi detto “il Bibbiena”, politico e letterato alla corte dei Medici, eletto cardinale da Leone X. Fra i luoghi di culto suggerisco la visita della chiesa di san Lorenzo, appartenente a un unico complesso architettonico insieme al convento annesso. Edificata nella seconda metà del Quattrocento su un oratorio precedente, al suo interno custodisce due splendide terracotte invetriate di Andrea della Robbia, raffiguranti la Natività e la Deposizione di Cristo.

Vicino alla Torre campanaria si trova l’antica pieve castellana, di cui è attestata l’esistenza sin dal 979, dedicata ai santi Ippolito e Cassiano. Dopo la battaglia di Campaldino venne gravemente danneggiata e ricostruita quale chiesa parrocchiale. Oggi ospita una splendida raccolta di opere d’arte, tra le quali un polittico di Bicci di Lorenzo del 1435.

Oratorio di san Francesco
Oratorio di san Francesco

Poco sotto la chiesa si trova l’oratorio di san Francesco, realizzato fra il 1736 e il 1782 e decorato a stucco e ad affresco in stile barocco e rococò. Fra i luoghi da visitare a Bibbiena suggerisco infine il Museo Archeologico “Pietro Albertoni”, che nelle sue sale illustra la storia della valle tra la Preistoria e la tarda età romana.

Altri centri più piccoli in Casentino sono Stia e Pratovecchio. Stia – celebre per i suoi lanifici e le fabbriche di panno “Casentino” – si raccoglie attorno alla piazza Tanucci, di aspetto medievale, caratterizzata dalle abitazioni con i portici. Vi si affaccia la chiesa di santa Maria Assunta, risalente al XII secolo, ricca di opere d’arte e dai capitelli figurati. Pratovecchio, anch’essa raccolta attorno alla caratteristica piazza porticata, fu la patria di Paolo Uccello.

Castello di Castel San Niccolò. Castelli del Casentino
Castello di Castel San Niccolò

Fra i borghi più piccoli suggerisco di visitare Castel San Niccolò, il cui antico castello si trova in cima a un poggio: fu una delle roccaforti più importanti dei Conti Guidi, cui appartenne sin dal XII secolo. Di epoca longobarda, il maniero conobbe vari assedi e stermini, come quello del 1290, quando venne distrutto dalle truppe fiorentine di ritorno dalla battaglia di Campaldino. Nel 1349 passò sotto la Repubblica di Firenze che, per meglio controllarlo, ne dispose lo smantellamento nel 1442. La struttura dell’abitato si articola in tre nuclei: il castello vero e proprio, con la torre e il cortile centrale; il piccolo abitato all’interno delle mura, ai piedi della roccaforte, con la chiesa parrocchiale, la cappella del crocifisso e la torre dell’orologio; a valle infine, lungo il torrente Solano, altre abitazioni a guardia del ponte e, poco oltre, la pieve di san Martino a Vado.

Basilica Maggiore del Santuario della Verna, facciata e campanile
Basilica Maggiore del Santuario della Verna, facciata e campanile

Un altro splendido borgo è Raggiolo, appartenente insieme a Poppi al novero dei Borghi più belli d’Italia. Si trova lungo le falde del Pratomagno, in una posizione a lungo strategica fra Firenze, Arezzo e le aree di pertinenza dei Conti Guidi – sotto il cui controllo fu sin dal XIII secolo.

Il Casentino è anche un luogo di profonda spiritualità: all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi furono infatti fondati due centri di primaria importanza, quali il Santuario della Verna e l’Eremo di Camaldoli. La Verna fu il luogo dove san Francesco si ritirò in preghiera sin dal 1213 e dove ricevette le stimmate: nel corso del tempo furono costruite alcune piccole celle per i compagni dell’assisiate, quindi furono edificate la chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Basilica Maggiore, la Cappella delle Stimmate. Il pellegrinaggio ai luoghi del santo si accompagna alla contemplazione della magnifica raccolta di terracotte robbiane che ornano gli ambienti sacri, risalenti al Quattrocento e al Cinquecento. Alla scoperta del Santuario ho dedicato un articolo.

Celle dell'Eremo di Camaldoli
Celle dell’Eremo di Camaldoli

A poca distanza, immerso nella foresta, si trova l’Eremo di Camaldoli, fondato ai primi dell’anno Mille da san Romualdo: il monaco che aveva riformato la Regola Benedettina costruì cinque celle ed edificò una chiesa, consacrata nel 1027. A pochi chilometri creò inoltre una casa per l’accoglienza degli ospiti, nel luogo in cui nel Cinquecento fu costruito il Monastero. La storia dell’ordine camaldolense è intrecciata con quella della foresta – di cui i monaci furono vigili custodi, nell’osservanza di alcune regole poi divenute il primo “Codice forestale” – e con la vita spirituale e culturale dei secoli in cui operarono: ad esempio a Camaldoli si radunarono Lorenzo il Magnifico e gli umanisti della sua cerchia per discutere le questioni oggetto delle “Disputationes Camaldolenses”. Tratteggio la storia del luogo e i luoghi della visita a Camaldoli nell’articolo dedicato.

Santuario della Madonna del Sasso
Santuario della Madonna del Sasso

Poco fuori l’abitato di Bibbiena si trova infine il Santuario della Madonna del Sasso, un complesso architettonico di epoca rinascimentale – l’unico in Casentino – dichiarato Monumento Nazionale. Venne edificato sul luogo dove, il 23 giugno 1347, la Madonna “bellissima donna biancovestita” apparve a una bambina di nome Caterina. Sul masso dove avvenne l’apparizione fu edificata una chiesetta, poi distrutta: nel 1486 furono avviati i lavori dell’attuale santuario, che conobbero un decisivo incremento grazie all’intervento del Savonarola e alle donazioni di nobili famiglie, tra le quali in particolare i Medici di Lorenzo il Magnifico. Il santuario fu realizzato su disegno di Giuliano da Maiano, con la chiesa affiancata dal loggiato quattrocentesco e il monastero, di cui è visitabile il chiostro, affrescato con episodi dei miracoli della Madonna del Sasso.

Castello di Romena, piazza d'arme dal ponte levatoio della postierla
Castello di Romena, piazza d’arme dal ponte levatoio della postierla

La chiesa si sviluppa su due piani: la superiore, al piano terreno, custodisce una terracotta di Giovanni della Robbia su un altare laterale e – all’incrocio della navata e del transetto – un magnifico tempietto. Questa peculiare architettura, decorata con fregi robbiani sui frontoni, conserva al proprio interno l’affresco della Madonna del Sasso di Bicci di Lorenzo. Ai suoi piedi spunta il masso dell’apparizione, che è inglobato nella chiesa inferiore, dove la Vergine apparve a Caterina. In corrispondenza del coro della chiesa superiore – sul cui altare si trova la pala dell’Assunta di Fra Bartolomeo della Porta e Fra Paolino da Pistoia, nella chiesa inferiore si apre l’ambiente della terza chiesa.

Fra i castelli da ammirare in Casentino – testimonianza di un sistema di roccaforti essenziali per il controllo e la difesa del territorio sin dall’epoca medievale – vi sono senz’altro Romena e il castello di Porciano, che si eleva al di sopra del borgo di Stia. Il castello di Romena, documentato sin dal 1008, fu un’imponente fortezza medievale. Passato ai Conti Guidi nel 1217, ospitò Dante Alighieri durante il primo esilio fiorentino, intorno al 1302. Racconto la sua storia e il suo originario aspetto nell’articolo dedicato a Romena.

Anche il castello di Porciano, che sovrasta l’abitato di Stia, fu roccaforte dei Conti Guidi, costruito nell’XI secolo per dominare la vallata e poi passato alla Repubblica Fiorentina. Caratterizzato dall’imponente torre, ospitò Dante nel secondo esilio da Firenze: l’Alighieri vi scrisse, tra il 1310 e il 1311, le celebri lettere “Ai Principi e Popoli d’Italia”, “Ai Fiorentini”, “Ad Arrigo VII”.

Pieve di Romena. Pievi del Casentino
Pieve di Romena

Ben altro approfondimento meriterebbero le pievi del Casentino, che sorgono isolate nella campagna: vale senza dubbio la visita la pieve romanica di Romena, sorta sul luogo di un antico insediamento etrusco. Edificata “(in) tempore famis MCLII”, al tempo della carestia del 1152, da “Albericus plebanus”, come si legge inciso su un capitello all’interno, fu eretta su una chiesa preesistente triabsidata dell’VIII secolo, i cui resti sono visibili sotto il pavimento. L’interno a tre navate è diviso da dieci colonne con capitelli fitomorfi, zoomorfi, antropomorfi, opera probabilmente di maestranze lombarde. Alle scene bibliche si affiancano motivi e simboli riferibili ai riti di fecondità e propiziazione dei raccolti di origine pagana. Ne racconto la storia nell’articolo su Romena.

Pieve di sant'Antonino a Socana. Pievi del Casentino
Pieve di sant’Antonino a Socana

Nella piana di Campaldino – a poca distanza dalla Colonna che rievoca la celebre battaglia – si trova la pieve di Certomondo. Eretta dai Conti Guidi nel 1262 a ricordo della vittoria ghibellina di Montaperti, 27 anni dopo fu testimone della rovinosa sconfitta di quella parte: vi fu sepolto Guglielmo Ubertini, vescovo di Arezzo e condottiero delle armate ghibelline, morto per un colpo di picca alla testa durante lo scontro. A pochi chilometri da Poppi, nella frazione di Buiano, si trova la pieve di Santa Maria, una delle più antiche del Casentino.

A Socana, nel comune di Rassina, si ammira infine la chiesa di Sant’Antonino martire, sorta in un luogo di ritualità già in epoca etrusca: alle spalle dell’abside si trovano ancor oggi i resti di un’imponente ara sacrificale, il maggiore monumento del genere insieme a quello di Marzabotto. L’ara apparteneva a un tempio di cui – sotto l’abside – è rimasta la scalinata. L’attività del santuario, collocato nei pressi di un fondamentale incrocio fra il fondovalle casentinese e le strade verso il Valdarno e la Valtiberina, cessò agli inizi del I secolo a.C.. Fu solo nel Medioevo, fra il IX e X secolo, che una prima chiesa cristiana venne eretta sui resti etruschi: l’edificio subì alcune trasformazioni già in epoca romanica fino ad assumere l’aspetto attuale.

Strada fra Eremo e monastero di Camaldoli. Il Parco Nazionale delle Foreste del Casentino
Strada fra Eremo e monastero di Camaldoli. La foresta del Casentino

Un capitolo a sé merita infine il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, una tra le aree forestali più antiche d’Europa. Fra le varie zone, la faggeta di Sasso Fratino custodisce esemplari di oltre 500 anni di età: dal 2017 è entrata a far parte del sito seriale Unesco delle faggete vetuste del continente. Abitata da epoche remote e custodita dai monaci di Camaldoli, la foresta del Casentino conobbe un rapporto secolare con l’uomo: da questi luoghi furono condotti a Firenze gli imponenti tronchi necessari alle impalcature per l’edificazione della cattedrale di Santa Maria del Fiore, e quelli essenziali per la costruzione delle navi della flotta di Pisa. In ogni stagione il Parco rivela le proprie meraviglie e può essere apprezzato in differenti modalità: a piedi, in mountain bike, a cavallo.

Colonna a ricordo della battaglia di Campaldino
Colonna a ricordo della battaglia di Campaldino

Informazioni utili: per organizzare la visita di Poppi suggerisco di consultare la pagina internet del Comune dedicata al turismo, www.comune.poppi.ar.it. Per il borgo di Bibbiena rimando ugualmente alla pagina internet del Comune, ricca di informazioni relative al patrimonio storico-artistico e di indicazioni sul locale Ufficio di informazioni turistiche, www.comunedibibbiena.gov.it. Il Museo archeologico del Casentino ha un suo portale, www.arcamuseocasentino.it. Pratovecchio e Stia formano un unico Comune, il cui sito internet è www.comune.pratovecchiostia.ar.it.

Per quanto concerne i luoghi di spiritualità, questi i siti internet di ciascuno: Santuario della Verna www.laverna.it, Camaldoli www.camaldoli.it, Santa Maria del Sasso santuario.santamariadelsasso.it/. Anche i castelli hanno ciascuno un proprio portale dedicato: Porciano www.castellodiporciano.com, Romena www.castellodiromena.it. Per quanto riguarda le pievi, per quella di Romena rimando al sito della Fraternità che qui vive www.romena.it. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha un magnifico portale ricchissimo di spunti e informazioni, www.parcoforestecasentinesi.it.

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